Per Guttenberg si mobilita il popolo di Facebook

La pagina di Facebook che chiede il ritorno del ministro Guttenberg
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L'ex ministro tedesco si è dimesso con l'accusa di aver copiato la tesi. Ora i suoi fan lo appoggiano in rete, raccogliendo centinaia di migliaia di consensi. E lanciano una grande manifestazione in 25 città

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di David Saltuari

Non sembra ancora conclusa la vicenda di Karl Theodore zu Guttenberg, l'ex ministro della Difesa dimessosi con l'accusa di aver copiato la propria tesi di dottorato. I sostenitori del politico bavarese non si danno pace per quello che considerano un eccesso di severità. Il gruppo su Facebook, Wir wollen Guttenberg zurück (Vogliamo indietro Guttenberg), fondato martedì, giorno delle dimissioni, ha raccolto, in poco meno di 48 ore, oltre 500mila iscritti. Un successo talmente grande, da aver spinto i fondatori del gruppo a lanciare per sabato 5 marzo una manifestazione in 25 città tedesche a sostegno di Guttenberg. Una mobilitazione che, oltre a dimostrare il proprio appoggio all'ex ministro, vuole puntare il dito contro l'opposizione, colpevole, secondo gli iscritti al gruppo, di aver speculato politicamente sulla vicenda, ma anche contro la CDU, rea di non aver sostenuto a sufficienza il proprio alleato.

La Germania è nuova a queste mobilitazioni in rete, che per certi versi può ricordare il nostro Popolo Viola e bisognerà aspettare sabato per capire se anche ai sostenitori di Guttenberg riuscirà il passaggio dal virtuale al reale. Intanto però la simpatia verso l'ex ministro viene intercettata anche da un sondaggio che la Bild ha commissionato all'istituto YouGov di Colonia. Il 48%  degli interpellati si dice dispiaciuto per le dimissioni di Guttenberg e il 64% degli interpellati si augura che, dopo un adeguato momento di pausa, l'ex ministro abbia una seconda possibilità nella politica tedesca. A venire bocciata è la restante classe dirigente tedesca: il 57% degli intervistati sostiene di aver perso fiducia nella "politica di Berlino". Ma nonostante il vasto seguito popolare, Guttenberg per ora sembra intenzionato a dimettersi anche da deputato.

Chi esce veramente con le ossa rotte, secondo tutti i commentatori, è Angela Merkel, accusata di aver sottovalutato il problema all'inizio e aver scaricato troppo frettolosamente il proprio ministro dopo. Der Spiegel ha pubblicato nella sua edizione online un duro attacco contro la Cancelliera firmato dal suo editore Jakob Augstein. Secondo Augstein "l'unico fine del cancellierato della Merkel sembra essere avere la Merkel come cancelliere". "Mentre Strauss, Kohl, Brandt, Smidt e Schroeder avevano dei progetti, visioni e speranze - prosegue l'editore giornalista - Angela Merkel semplicemente è. Non combatte nulla, per non crearsi nemici. Non vuole nulla, perché ogni volontà prevede una rinuncia. Non ha visioni, perché per avere una visione bisogna focalizzarsi su qualcosa."
"Il fine della Merkel - conclude Augstein - non è guadagnare consensi, ma far perdere consensi alla politica. L'obiettivo è far andare sempre meno persone alle urne, sperando che siano soprattutto elettori dell'altra parte. L'amore che tante persone hanno portato a Guttenberg  è il segnale di una nostalgia verso la Politica di una volta". "Ma quando Guttenberg si è dimostrato non all'altezza di questo compito la Merkel non è stata in grado di ridare fiducia ai cittadini. Quando c'è stato bisogno di lei è scomparsa come il gatto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Lasciando dietro di sè soltanto un sorriso. E questo non è un granché".

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