Libia, i ribelli chiedono l'intervento dell'Occidente

Muammar Gheddafi è tornato in televisione
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Gheddafi minaccia la Nato in tv: "Se ci attaccate ci saranno migliaia di morti". Gli insorti chiedono una copertura aerea contro i mercenari. Ma Onu e Stati Uniti frenano: per il momento, è esclusa una "no fly zone". LO SPECIALE

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Di fronte alla nuova reazione del leader libico Muammar Gheddafi, che ha minacciato in Libia "migliaia di morti in caso di intervento militare Usa-Nato", i ribelli chiedono aiuto: da Bengasi hanno avanzato la richiesta che l'Occidente garantisca al più presto una 'no fly zone' e invii aerei e armi.
Ma gli Stati Uniti frenano. E anche all'Onu l'opzione non trova consensi. Nel giorno stesso in cui due navi da guerra Usa hanno fatto il loro ingresso nel Mediterraneo, da Washington il segretario di Stato, Hillary Clinton, e quello della Difesa, Robert Gates, in due distinte audizioni al Congresso hanno escluso che una 'no fly zone' possa essere stabilita in tempi brevi.
Nello stesso tempo, il rappresentante permanente della Cina all'Onu, Li Baodong, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, ha fatto presente che per la Cina si deve cercare una soluzione della crisi libica "solo attraverso mezzi pacifici". "L'idea (di una 'no fly zone', ndr) sta attraversando i corridoi" del Palazzo di Vetro - ha detto -, ma "al Consiglio di Sicurezza nessuno l'ha presentata".
Nel caso, però, i rappresentanti della Lega Araba la appoggerebbero.
Va in questa direzione la risoluzione approvata mercoledì dai ministri degli Esteri della Lega Araba, che prevede tra le altre anche l'opzione di imporre una zona di interdizione aerea di concerto tra Lega Araba e Unione Africana.
In attesa che si trovi o meno un consenso al riguardo, un dato è certo: l'ipotesi di creare sulla Libia condizioni di sicurezza aerea si allontana.
"Parliamoci chiaro - ha detto a Washington il segretario americano Gates al Congresso -: per stabilire una zona di sicurezza aerea è necessario un intervento militare, che comincia con un attacco contro la Libia per distruggere le sue difese antiaeree. Solo dopo sarebbe possibile far volare aerei sul Paese senza la preoccupazione che possano essere abbattuti".

I ribelli: "Abbiamo bisogno del vostro aiuto" - E l'Onu proprio mercoledì ha invitato a trovare "una soluzione pacifica" alla crisi libica. Anche per questo è meglio procedere sulla Libia con estrema cautela. Lo ha sottolineato Hillary Clinton parlando alla Commissione Affari Esteri del Senato. La 'no fly zone' è una delle eventualità sul tappeto - ha detto - ma al riguardo la decisione "è lontana".
In Libia si sta delineando una situazione paragonabile a quella nei Balcani alla fine degli Anni Novanta. Anche allora "l'eventualità di una no fly zone non era vista in termini favorevoli, per tutta una serie di ragioni. Alla fine fu presa in considerazione nell' interesse della pace e della stabilita' nella regione". In Libia "siamo lontani da una decisione analoga".
Intanto da Bengasi un portavoce delle forze antigovernative, identificatosi con il nome di battaglia di Saadoun, ha detto al Washington Post che i ribelli hanno bisogno dell'aiuto militare occidentale: "Gheddafi ha tutte le armi e tutto il denaro - ha detto - Possiamo resistere ma non ce la faremo ad abbatterlo senza aiuti militari".

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