Afghanistan, "ll morale è basso". La testimonianza

La bandiera a mezz'asta in segno di lutto all'interno della caserma del 5/o reggimento alpini a Vipiteno, Bolzano, 28 febbraio 2011. Al quinto reggimento alpini apparteneva Massimo Ranzani, il militare ucciso oggi in Afganista
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Il capitano Filippo Tremolada, commilitone dell'alpino Massimo Ranzoni, ricostruisce la dinamica dell'agguato e spiega: "Il modo migliore per ricordarlo è continuare a lavorare con lo stesso spirito che ci ha contraddistinto fino ad adesso". VIDEO

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Si chiamava Massimo Ranzani, aveva 37 anni, era di Ferrara, faceva parte del 5° reggimento 'Alpini' di  Vipiteno, ed è la 37esima vittima della missione in Afghanistan. E' stato ucciso il 28 febbraio, a 25 chilometri a nord di Shindand, zona ovest del Paese.

"Il morale è basso. Quando succedono cose di questo genere ci sentiamo tutti colpiti in prima persona. Ma il modo migliore per ricordare chi è stato coinvolto in questo tragico evento e continuare a lavorare con lo stesso spirito che ci ha contraddistinto fino ad adesso". Questo il commento del capitano Filippo Tremolada, commilitone di Ranzani, che ai microfoni di SkyTG24 spiega la modalità dell'attentato che ha colpito il Lince sul quale viaggiavano Ranzani e altri quattro alpini rimasti feriti.

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