Tunisia, il premier Ghannouchi si è dimesso

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"Non sono un uomo della repressione e non lo sarò mai" ha detto il primo ministro del governo di transizione formatosi dopo la caduta di Ben Ali. E ha spiegato: "Decisione è al servizio del Paese e della rivoluzione". Nominato al suo posto Beji Caid Sebsi

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Il primo ministro tunisino Mohamed Ghannouchi ha annunciato, in un discorso televisivo, le sue dimissioni. "Queste dimissioni sono al servizio della Tunisia e della rivoluzione" ha detto sottolinenado di essere contrario alla repressione. "Non sono uomo della repressione e non lo sarò mai", ha detto Ghannouchi in francese, spiegando di volere lasciare il passo a un primo ministro che possa essere "più capace di lui".
"Non sarò un persona che prende qualsiasi tipo di decisione che sfoci in uno spargimento di sangue".
Al suo posto, è stato nominato Beji Caid Sebsi. Lo ha annunciato il presidente tunisino ad interim.

Da tre giorni i tunisini sono tornati in piazza chiedendo a Ghannouchi di andarsene, in quanto alcuni ministri del suo governo sono considerati troppo vicini alla precedente amministrazione di Ben Ali, il presidente deposto da una rivoluzione pacifica.

Dopo l'annuncio delle dimissioni di Ghannouchi nel centro di Tunisi, le azioni distruttive e di sciacallaggio sono aumentate di intensità, lo dicono testimoni sul posto. Si sentono colpi di arma da fuoco e si vedono colonne di fumo che si innalzano da diversi punti. La notizia è stata invece accolta nel silenzio dalle migliaia di persone che da giorni stanno effettuando un sit-in sulla piazza della Casbah di Tunisi, dinnanzi la sede del governo. La maggioranza di loro si dice decisa a proseguire nella protesta civile, allo scopo di ottenere le dimissioni dell'intera compagine governativa. E c'è anche chi auspica l'instaurazione di un governo militare.

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