Scontri tra manifestanti e polizia a Tunisi, tre morti

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Cresce la tensione nella capitale tunisina dove i dimostranti hanno ingaggiato una battaglia di quattro ore con la polizia. Un centinaio gli arresti. Gli incidenti vicino all'ambasciata italiana. VAI ALLO SPECIALE MEDITERRANEO

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Cresce di nuovo la tensione a Tunisi dove oggi 26 febbraio i dimostranti hanno ingaggiato una battaglia di quattro ore con la polizia che si è conclusa con un bilancio di tre morti e un centinaio di arresti. A confermare il numero delle vittime, il ministero dell'Interno, che, in un comunicato, ha riferito che "sono decedute tre delle dodici persone ferite negli scontri (in centro a Tunisi) e portate in ospedale per essere curate". L'uso del termine "persone" lascia intendere che i morti sono manifestanti.

Secondo testimoni, i dimostranti hanno protestato contro il governo del premier Mohamed Ghannouchi armati di sacchetti e borse piene di sassi e di biglie di ferro. I poliziotti hanno usato gas lacrimogeni per disperdere la folla, composta in gran parte da giovani. I negozi sono rimasti chiusi e la circolazione delle auto è stata pressochè‚ impossibile. Gli scontri sono durati più di quattro ore alla fine dei quali la polizia ha eseguito un centinaio di arresti. In serata, una bombola di gas liquido è stata fatta esplodere davanti all'hotel El-Hana, in Avenue Bourguiba, la via principale della città, provocando diversi feriti, di cui tre in modo grave. La polizia ha quindi disposto la chiusura al traffico di Avenue Bourguiba fino alla mezzanotte di domenica.

I disordini hanno riguardato anche la zona in cui si trova l'ambasciata italiana davanti alla quale vi è un presidio di militari dell'esercito. "Le forze dell'ordine hanno sparato dei colpi, presumibilmente in aria, per disperdere i manifestanti, mentre un elicottero sorvola l'epicentro della protesta", ha detto l'ambasciatore italiano Piero Benassi.  Nel corso dei disordini "è stato dato fuoco alla garitta esterna alla sede diplomatica" senza gravi conseguenze. "Senz'altro c'è fibrillazione in Tunisia - ha concluso l'ambasciatore - ma nulla di paragonabile a quanto sta accadendo in Libia", ha aggiunto.

E mentre in città è tornata la paura, si fa il bilancio dei disordini scoppiati durante la manifestazione di venerdì, la prima grande protesta dopo la caduta del regime di Ben Alì. Gli scontri, scoppiati davanti al palazzo sede del ministero dell'Interno, avevano opposto alcune centinaia di giovani ("terroristi pagati da Ben Ali", secondo un poliziotto) alle forze di polizia, della guardia nazionale e dell'esercito. Negli incidenti, secondo una fonte autorizzata del ministero dell'Interno, sono rimaste ferite 50 persone e 21 poliziotti. Saccheggiati diverse sedi della polizia, tutti nei pressi del ministero, alcuni supermercati e negozi. Incendiate anche alcune auto delle forze dell'ordine.

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