Wikileaks, t-shirt e tazze per fare cassa

Una schermata del negozio online di Wikileaks
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Apre il negozio virtuale dove è possibile acquistare gadget dedicati al sito e al suo fondatore Julian Assange. Servirà per finanziare il progetto. E intanto nasce il motore di ricerca che mette ordine tra i cable riservati

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I processi costano - giovedì 24 arriva la sentenza di primo grado sulla richiesta di estradizione avanzata dalla Svezia; si prevedono appelli qualunque sia il verdetto - e i fondi si assottigliano. Ecco allora che la nuova trovata del sito anti-segreti Wikileaks per rastrellare un po' di fondi è quella di aprire un negozio online e puntare sul merchandising.

Dalle magliette alle tazze -
Felpe, magliette, tazze, spillette, buste porta-laptop: c'è di tutto. Ma in particolar modo c'è lui, Julian Assange. Che appare anche in versione Che Guevara col basco in testa e la scritta 'Viva la Informacion'.

A ospitare la linea WikiLeaks è la tedesca Spreadshirt AG, che in passato ha prodotto magliette per gente come le Spice Girls e Boyzone. I proventi, si legge sul sito, andranno a finanziare "interamente" le operazioni di WikiLeaks. I prezzi, non a caso, sono abbastanza alti.

I prezzi -
Per una T-Shirt con la semplice scritta WikiLeaks ci vogliono infatti 17,99 euro - 26,99 se si opta per il cotone organico di American Apparel. Per la maglietta con Assange nei panni del Che bisogna sborsare invece 19,99 euro.

La versione base della T-Shirt 'Free Assange' costa poi 17,99 - il volto del fondatore di WikiLeaks è incorniciato fra le due parole. La classica tazza da caffè americano - la mug - viene quasi 16 euro. Per la felpa col cappuccio ci vogliono 38 euro.

Come vadano gli affari - lo store è stato aperto da poco - è ancora presto per dirlo. Detto questo, la Spreadshirt ha sottolineato come il sito fondato da Assange abbia un potenziale di vendita "migliore della media".

A rischio il messaggio di Wikileaks - "WikiLeaks - ha detto un portavoce dell'azienda - è una proposta emotiva: o lo ami o lo odi. Per chi li ama, sostenere WikiLeaks portando una maglietta è un'ottima idea". L'iniziativa potrebbe però anche essere una lama a doppio taglio per Assange&Co, come spiega al Wall Street Journal Maureen Hinton, esperta di marchi alla londinese Verdict Research. "Alla base di WikiLeaks ci sta il concetto di essere un po' sovversivi", dice. "Trasformare l'immagine del gruppo in un 'brand' globale diminuisce in qualche modo quel tipo di messaggio".

La base, insomma, potrebbe anche non gradire, casse in rosso o meno. "Rischia di essere visto come un modo per incassare il sostegno dell'establishment piuttosto che agire da sovversivi", conclude la Hinton. Sia come sia, alle 10.30 di giovedì mattina Assange dovrà varcare nuovamente i cancelli della Belmarsh Court di Londra per ascoltare il verdetto del giudice Howard Riddle. Non appena lo avrà pronunciato in aula, la sentenza sarà subito disponibile sul sito internet della magistratura britannica - in pieno stile WikiLeaks.

Il motore di ricerca dei Cable - Business a parte il sito di Julian Assange ha iniziato a mettere un po' di ordine tra i dispacci pubblicati negli ultimi mesi. E' nato infatti Cablegatesearch, il motore di ricerca che permette di trovare i documenti riservati inserendo le parole chiave.

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