E in Arabia si prepara "la rivoluzione del desiderio"

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Su Facebook circa quattrocento utenti si schierano a favore di una manifestazione per chiedere libertà per le donne, magistratura indipendente e rilascio dei prigionieri politici. Intanto il re rientra in patria e promette sussidi

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Centinaia di persone hanno appoggiato una campagna su Facebook che promuove un "giorno della rabbia" in tutta l'Arabia Saudita per il prossimo mese al fine di chiedere un sovrano eletto dal popolo, maggiore libertà per le donne e il rilascio di prigionieri politici.
Nella pagina del social network si invita ad una "rivoluzione del desiderio" per l'11 marzo, in un paese che è il più grande esportatore di petrolio al mondo e che è governato da una monarchia assoluta.
Più di 460 persone hanno appoggiato la pagina fino ad oggi, ma è stato impossibile verificare quanti di questi siano effettivamente residenti in Arabia Saudita o se la protesta abbia possibilità di materializzarsi.
Le rivolte nel mondo arabo, che hanno rovesciato i regimi in Tunisia ed Egitto, sono partite proprio tramite una mobilitazione di giovani sui social network, ma gli attivisti in Arabia Saudita hanno detto che un recente invito su internet per una manifestazione a Riyad non ha sortito alcun effetto.
Una manifestazione di protesta a Gedda lo scorso mese si è diffusa nella seconda città più grande dell'Arabia Saudita ma è stata immediatamente repressa.
Una delle richieste era che "il sovrano e i membri del Consiglio della Shura siano eletti dal popolo", insieme alla richiesta di una magistratura indipendente, del rilascio di prigionieri politici e del diritto di libertà di espressione e di assemblea.
Tra le altre rivendicazioni c'erano anche quelle relative ad un salario minimo di 2.700 dollari, maggiori opportunità di impiego, l'istituzione di un ente di controllo per eliminare la corruzione e la cancellazione "di tasse ingiustificate".

Il re promette nuovi sussidi - Intanto, al suo rientro in patria dopo la convalescenza in Marocco, il re saudita Abdallah ha annunciato una serie di misure e sussidi a favore della popolazione, tra cui alloggi, borse di studio per gli studenti all'estero e finanziamenti per la sicurezza sociale. Concessa anche la grazie per alcuni detenuti nelle carceri del regno.
La decisione dell'86enne sovrano è stata resa nota dalla tv in concomitanza con il suo rientro a Riad da Casablanca, dove era in convalescenza dal 22 gennaio dopo due operazioni chirurgiche alla spina dorsale a New York. Paese chiave per gli equilibri del Golfo e stretto alleato Usa, l'Arabia Saudita finora non è stata lambita dall'onda lunga delle rivolte che hanno scosso Maghreb e Medio Oriente.

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