E' giallo sulla fuga di Gheddafi

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Le voci si rincorrono dalla notte di domenica: il leader libico avrebbe lasciato il Paese per rifugiarsi in Venezuela, dal suo alleato Hugo Chavez. La notizia è confermata dal ministro degli Esteri britannico. Ma l'Ue smentisce: informazione infondata

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Le voci si rincorrono dalla notte di domenica 20 febbraio: il leader libico Muammar Gheddafi avrebbe lasciato il Paese per rifugiarsi in Venezuela, dal suo alleato Hugo Chavez.  Ne è convinto anche il ministro degli esteri britannico William Hague, ma fonti governative venezuelane e libiche hanno seccamente smentito e diplomatici dell'Ue giudicano la notizia infondata.
Sta di fatto che del colonnello non si ha notizia da giorni; il 20 febbraio infatti, a parlare alla nazione, in diretta tv, è stato il figlio "moderato", Seif al Islam. "Muammar Gheddafi sta guidando la lotta a Tripoli e vinceremo", ha proclamato Seif, in un discorso durato 40 minuti, mentre fonti libiche non escludono invece che contro il leader della Jamahiria si stia preparando un golpe militare.

"Io non ho informazioni sul fatto che sia in Venezuela, ma ho avuto visione di informazioni che indicano che in questo momento si sta dirigendo là", ha invece dichiarato il ministro britannico Hague a Bruxelles, rispondendo a domande dei giornalisti a margine di una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue. Diplomatici hanno puntualizzato che Hague non si riferiva alle voci circolate sui media. Sempre a Bruxelles, l'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, la britannica Catherine Ashton, ha detto però di non saperne nulla e diversi diplomatici dell'Unione europea hanno ritenuto "infondate" le voci sulla fuga di Gheddafi.
Una circostanza che lascerebbe propendere per questa tesi è una telefonata fra il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e il numero uno libico, al quale Ban ha chiesto di porre fine alle violenze. In serata la Bbc ha detto di aver appreso che il colonnello si trovava in Libia al momento della conversazione telefonica.
Caracas, per bocca di una fonte vicina al presidente Chavez, e Tripoli, tramite il vice-ministro degli esteri Khalid Kayem, si sono affrettate a smentire che Gheddafi sia andato in Venezuela. L'unica cosa che pare certa è che il colonnello ha lasciato la sua residenza a Tripoli, dove bombardamenti aerei sulla folla avrebbero fatto più di 250 morti, secondo al Jazira.
La Bbc cita fonti giornalistiche affidabili secondo cui la casa sarebbe presidiata da poco personale di sicurezza e ai cancelli e al suo interno non sembra esserci nessuno.

La partenza del colonnello è stata chiesta a gran voce da oppositori all'estero e capi tribù in Libia, molti dei quali  ian piano lo stanno abbandonando. Anche Hassan Al Jahmi, 30 anni, esule in Svizzera e promotore sulla sua pagina di Facebook della "Giornata della collera del 17 febbraio", è convinto che Gheddafi se ne sia andato, così come avrebbero fatto molti dei suoi familiari. "Se non è diretto in Venezuela, starà volando verso il Ciad",  afferma il blogger.
Chavez e Gheddafi, due amici e alleati, si sono incontrati spesso e si sono impegnati a lottare insieme contro il loro nemico comune: l'imperialismo. Nei giorni scorsi Chavez ha denunciato il comportamento "ipocrita" degli Usa nella crisi in Egitto e ha detto che Gheddafi la pensa "esattamente" come lui.

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