"Mubarak è in coma". "No, è fuggito in Germania"

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Si alternano le voci sull'ultimo rais, dopo le dimissioni di venerdì. Intanto, in Egitto i manifestanti sono tornati in piazza Tahrir, cuore della protesta di questi giorni, mandando il traffico in tilt. FOTO E VIDEO

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In Egitto, ad Abu Dhabi, in Germania. O addirittura in coma. Che fine ha fatto l'ultimo "faraone d'Egitto"? A domandarselo sono diversi quotidiani. Secondo la rivista Stern, Mubarak avrebbe già lasciato l'Egitto con destinazione Emirati Arabi.
Le fonti del Washington Post, invece, puntano dritto all'Europa, e fanno il nome della Germania come possibile destinazione del rais.
Una cosa è certa: quasi tutti gli osservatori sono convinti che abbia lasciato Sharm el Sheik, dove si era ritirato dopo le dimissioni.
Tutti, appunto, tranne il giornale Al Masri Al Youm, secondo cui il rais non si sarebbe mosso da lì e sarebbe entrato addirittura in coma.

"Contratti migliori" - Intanto, in Egitto i generali stanno consolidando il loro controllo del Paese dopo la cacciata del presidente Hosni Mubarak. Per farlo, si preparano a vietare scioperi e ad ammonire che agiranno contro "il caos e il disordine".
Dopo aver sospeso la costituzione e sciolto il parlamento, mosse accolte con favore da quanti vedevano in entrambe le istituzioni pericolosi terminali del potere personale di Mubarak, è previsto un consiglio delle forze armate, ha riferito una fonte militare, per emanare ordini che mirano a soffocare ulteriori sommosse e a riportare al lavoro il Paese.
Lavoratori insoddisfatti stanno già facendo pressione per avere migliori contratti. Ci saranno elezioni libere e regolari, sotto una costituzione revisionata, ha detto l'esercito senza indicare scadenze oltre a dire che l'esercito resterà al potere "per un periodo limitato di sei mesi o sino alla fine delle elezioni per la camera alta e bassa del parlamento e le elezioni presidenziali".
Né è stato precisato quale contributo o partecipazione di civili ci sarà nella fase di emendamento delle leggi nel periodo di transizione.
Il governo nominato da Mubarak il mese scorso continuerà a governare, sottomettendo le leggi ai capi dell'esercito per approvazione.
Ispirati dal successo delle proteste popolari di 18 giorni, che con la benedizione dell'esercito hanno spodestato Mubarak dopo 30 anni di potere, venerdì scorso i lavoratori in tutto l'Egitto sono scesi in piazza per contratti migliori.

Manifestanti tornano in piazza Tahrir - E i manifestanti oggi, lunedì 14 febbraio, sono tornati nel luogo simbolo della protesta anti Mubarak Almeno duemila egiziani, sfidando il nuovo corso impartito al Paese dal Consiglio Supremo delle Forze Armate ora al potere, sono tornati in piazza Tahrir, bloccando il traffico in tutto il centro del Cairo. Soltanto poche ore prima gli ultimi irriducibili rimasti a presidiarla, qualche decina di persone, erano stati fatti allontanare da soldati e poliziotti in assetto anti-sommossa, che avevano minacciato di arrestarli qualora non avessero obbedito agli ordini di sgombero. La vasta spianata nel frattempo era stata occupata da centinaia di agenti di polizia, sfilati in corteo per esprimere solidarietà alla popolazione: i militari non avevano opposto alcuna resistenza e a quel punto, incoraggiati, si sono fatti avanti anche numerosi civili, che al pari delle guardie sventolavano bandiere con il tricolore nazionale rosso, bianco e nero

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