L'Egitto senza Mubarak prova a tornare alla normalità

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Dopo le dimissioni del Raìs in migliaia si sono dati appuntamento per "pulire" piazza Tahrir e metaforicamente anche il Paese. L'esercito ha rimosso le barricate e ridotto il coprifuoco. Ma la situazione resta incerta

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Mentre l'Egitto tenta di ritornare alla normalità di tutti i giorni con una riduzione dell'orario del coprifuoco e l'apertura, mercoledì prossimo, della Borsa, il Consiglio supremo delle forze armate muove i primi passi per delineare la transizione pacifica dopo le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. I manifestanti, che per tutta la giornata, armati di scope e ramazze (GUARDA LE FOTO), hanno pulito minuziosamente quella che per molti è stata la propria casa per diciotto giorni, rimarranno in un presidio, lasciando libero il resto della piazza, per consentire al traffico di riprendere e alla città di ritornare alla normalità.

L'esercito, dal canto suo, punta ad un passaggio pacifico di poteri all'autorità civile nel quadro di un regime democratico libero e affida la gestione degli affari correnti all'attuale governo, in attesa che venga formato quello nuovo. Ma la situazione resta incerta. I giovani della piazza dicono che questo è un buon inizio a aspettano di vedere come le forze armate gestiranno l'avvio della transizione: per questo hanno deciso di non mollare la piazza.

Il governo presieduto di Ahmad Shafiq, nominato la scorsa settimana da Mubarak come segno di discontinuità col passato nel tentativo di placare la piazza, si riunirà per la prima volta domenica ma ha già qualche problema. Sabato pomeriggio è arrivata la notizia che il suo ministro dell'Informazione Anas El Fekky è agli arresti domiciliari. A El Fekky era già stato impedito di imbarcarsi su un volo verso Londra. Anche all'ex primo ministro del precedente governo Ahmad Nazif e all'ex ministro dell'Interno Habib el Aldi la procura ha imposto il divieto di espatriare, mentre per altri ex ministri ha chiesto il congelamento dei fondi all'estero.

In attesa che i militari disegnino il percorso verso un governo democratico di civili, come ha promesso, c'è chi si prepara già alla corsa presidenziale. E' il caso di Amr Mussa, che ha annunciato la sua intenzione di dimettersi da segretario generale della Lega Araba, incarico che ricopre dal 2001. Amr Mussa è considerato dagli osservatori uno dei più popolari candidati alla presidenza del dopo Mubarak.

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