Giustizia e politica ai ferri corti. Anche in Francia

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Migliaia di magistrati sono scesi in piazza per protestare contro i tagli. "La categoria è al collasso", denunciano. E due francesi su tre li appoggiano

Migliaia di toghe si sono riversate giovedì 10 febbraio nelle strade di tutta la Francia, per una manifestazione dal carattere suggestivo e senza precedenti.
A Parigi, i giudici e gli avvocati anti-Sarkozy hanno invaso le gradinate e il cortile del Palazzo di giustizia, in pieno centro città. A Nantes, dove la protesta è cominciata, oltre 2.000 magistrati hanno sfilato in corteo, dietro a uno striscione che recitava "La giustizia è in pericolo, uniamoci".
Da giorni ormai la magistratura ripete che i continui tagli al bilancio della giustizia costringono i presidenti di tribunale a selezionare fra casi più o meno urgenti, e che il ministero della Giustizia è pienamente a conoscenza di questa allarmante situazione.

"Giustizia al collasso" - La categoria è al collasso , denuncia il sito del settimanale Nouvel Observateur, che lancia l'allarme su un preoccupante aumento di suicidi nella magistratura, argomento che, scrive il giornale, resta ancora un tabù in Francia.
L'ultimo dramma, si legge, risale allo scorso mese di settembre, quando un giudice di 45 anni del tribunale di Pontoise (regione di Parigi), padre di due figli, si è tolto la vita lanciandosi sotto un treno.
Prima del tragico gesto, l'uomo aveva lasciato un biglietto con scritto: "Dicono che sono incompetente, ma anche con tutta la buona volontà, è impossibile far fronte ad un tale carico di lavoro".
Altri drammi si sarebbero prodotti negli ultimi mesi anche in altre città in varie parti del Paese, da Caen, in Normandia, a Metz, nell'Est, fino ad Avignone, nel cuore della Provenza.

Il 65% dei francesi appoggia la protesta - Per i magistrati, in Francia, il diritto di sciopero non è previsto. Ma i togati hanno deciso di prenderselo, forti del sostegno dei francesi, il 65% dei quali, secondo un sondaggio Bva, si schiera dalla loro parte.
E nei cortei di Nantes, di Tolosa, di Bordeaux, di Lione, di Marsiglia (dove un incendio è divampato negli archivi del tribunale, proprio mentre i manifestanti si riunivano), tra gli abiti neri e le mantelle rosse dei magistrati, si sono mischiati poliziotti solidali con la loro causa.
Nella folla di Parigi, c'erano anche esponenti socialisti. Persino la Corte di Cassazione, la più alta istanza giuridica del Paese, si è espressa in modo del tutto inedito per dirsi "preoccupata" delle parole del presidente Nicolas Sarkozy, che una settimana fa ha criticato l'azione di forze dell'ordine e giudici nella vicenda dell'atroce omicidio della diciottenne Laetitia Perrais, strangolata e fatta a pezzi da un maniaco multirecidivo.
Parole che scatenarono la protesta nel tribunale competente, quello di Nantes appunto, e a macchia d'olio in tutto il Paese: dei 195 tribunali di Francia, 170 hanno votato ieri per la sospensione delle udienze.
Fa inoltre discutere la richiesta, avanzata dalla Cancelleria generale alle alte gerarchie dei tribunali, di inviare due volte al giorno la lista completa dei magistrati e di tutti i dipendenti pubblici che stanno facendo sciopero. "Un'intimidazione", secondo i sindacati, che giudicano l'iniziativa "scandalosa e inedita".

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