Egitto, voci di dimissioni per Mubarak.

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Atteso per tutto il giorno il discorso presidente egiziano sulla televisione di stato. Si ipotizzano le dimissioni ma l'incertezza sulla futura guida del paese ha fatto temere un possibile golpe militare. LO SPECIALE: FOTO E VIDEO

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La crisi egiziana sembra arrivata al suo punto di svolta. Dal paese nordafricano si alternano voci contraddittorie. L'unica certezza per ora arriva dalla televisione di stato, che ha annunciato per questa sera un discorso di Mubarak. Secondo quasi tutte le fonti, il presidente egiziano dovrebbe annunciare le sue dimissioni. Appare però incerto chi gli succederà al potere. Contro l'ipotesi che Omar Soleiman prenda la guida del paese, infatti, si sarebbe schierato l'esercito e non sono poche le voci che temono un colpo di stato in atto.

Il palazzo della radio-televisione di stato egiziana intanto, noto al Cairo come 'Maspero', è stato evacuato da un gran numero di dipendenti, nel timore di un'invasione da parte dei manifestanti della vicina piazza Tahrir. Intorno all'edificio oggi erano stati disposti nuovi schieramenti di soldati e di blindati, che si sono aggiunti a quelli già presenti a bloccare da alcuni giorni il Lungo Nilo sul quale sorge l'edificio.

Ipotesi di golpe - La fratellanza musulmana sostiene di temere un golpe militare. Un membro anziano del partito di opposizione, Essam al-Erian, avrebbe detto all'agenzia Reuters che "sembra un colpo di stato militare, sono pieno di rabbia e ansia. Il problema non è con il presidente, ma con il regime."

Rincorrersi di voci - Secondo l'agenzia Reuters il presidente egiziano "molto probabilmente" darà le dimissioni. A dirlo un funzionario egiziano che vuole mantenere l'anonimato. Alla richiesta se il presidente si dimetterà, il funzionario ha risposto: "Molto probabilmente". Altre conferme vengono dalla CNN, che rivela come Hosni Mubarak avrebbe intensione di rassegnare questa sera le dimissioni. Al Jazeera, nel pomeriggio, si era spinta più in là, ipotizzando che il presidente egiziano fosse già in viaggio verso l'estero.  Secondo l'emittente Al Arabiya invece Mubarak è partito per Sharm el Sheikh assieme al capo di stato maggiore dell'esercito, generale Sami Anan.

Mubarak in una base militare
- Secondo il sito d'informazione in lingua araba Al-Bashir, Hosni Mubarak si troverebbe invece in una aeroporto militare nei dintorni di Al Cairo. Il presidente egiziano - ha spiegato il sito -  non può recarsi a Sharm a Sheik perché sarebbe impossibile farlo scortare da un numero adeguato di soldati per proteggerlo, perche negli accordi di Camp David del 1978 Israele s'impegnava a ritirare le sue truppe dal Sinai in cambio di una forte restrizione della presenza militare egiziana nella zona. Il rais, secondo quanto si legge nel sito, avrebbe accettato il consiglio dei vertici militari trasferendosi in una base vicino alla capitale egiziana, dalla quale la sua evacuazione con un elicottero verso un aeroporto internazionale sarebbe molto facile".

Forse Mubarak è già partito - Secondo il partito di opposizione al-Wafd, che cita fonti dell'aeroporto militare  Mubarak avrebbe lasciato il Cairo diretto a Sharm el-Sheikh".   La partenza di Mubarak, secondo fonti vicine alla presidenza  citate dal sito dei Fratelli Musulmani, "è stata decisa dopo che l'esercito gli ha impedito di annunciare una cessione del potere al  suo vice, Omer Suleiman", perché la mossa "non calmerebbe la piazza". Il presidente, aggiungono le fonti, è in viaggio "con la famiglia" e  il discorso che sarà trasmesso a breve dalla tv di Stato "è stato registrato in precedenza".

Entusiasmo in piazza - Anche se la sorte del presidente Mubarak è ancora incerta e si attende di sapere entro stasera se rimarrà al potere o no, le centinaia di migliaia di  manifestanti di piazza Tahrir hanno già cominciato a esprimere gioia con danze e canti e sventolando in alto piccoli striscioni e cartelli con la scritta 'Mubarak vattene'.  Un ufficiale di alto grado dell'esercito, Ahmed Ali Shoman, è entrato stasera in piazza ad uno dei varchi presidiati dai carri armati, ha consegnato le sue armi ai soldati e ha detto di volersi unire ai manifestanti. Ad un microfono ha quindi rivolto al presidente Mubarak la 'supplica' di lasciare il potere dopo 30 anni: "tutto il popolo vuole che tu te ne vada", ha detto rivolto al presidente. Al capo di stato maggiore dell'esercito, Sami Anan, agli altri comandanti dell'esercito ha chiesto "che cosa aspettate per assumervi le vostre responsabilita'?. I poveri sono sempre più poveri, l'Egitto è andato in rovina: dopo 15 giorni di questa situazione dovete capire che il paese non vuole più" questo regime. Infine, rivolto al vicepresidente Omar Suleiman ha affermato: "sei stato al vertice di uno degli apparati piu' delicati dello stato negli ultimi 20 anni. Che cosa hai fatto per questo paese e per evitare che portassero via denaro e risorse?".

Il ruolo dell'esercito
- In un "comunicato numero uno", i vertici militari avrebbero annunciato "l'avvio delle misure necessarie per proteggere la nazione e sostenere le legittime richieste del popolo". Si tratta di una formula che ricalca i messaggi con cui nel mondo arabo sono spesso iniziati i colpi di Stato, dall'Iraq nel 1958 e nel 1968 all'Algeria, sempre nel 1968, e alla Libia nel 1969. Secondo Al Jazira il comunicato è stato diffuso dopo una riunione dei vertici militari da cui erano assenti il presidente Hosni Mubarak e il suo vice Omar Suleiman. Riunione che, secondo l'emittente panaraba, è stata convocata per le "riserve" delle forze armate sull'annuncio che Mubarak si accingeva a fare per un passaggio dei poteri al suo vice, Suleiman.

Un comandante dell'esercito ha dato personalmente la notizia ai manifestanti in piazza Tahrir e le sue parole hanno scatenato scene di grande gioia. "Tutto ciò che volete sarà realizzato", ha affermato il generale Hassan al-Roweny, che comanda l'esercito per la regione centrale, mentre si diffondeva l'annuncio del premier Ahmed Shafiq, secondo il quale Hosni Mubarak potrebbe dimettersi presto da presidente. Roweny ha poi chiesto alle migliaia di manifestanti che affollano la piazza di cantare l'inno nazionale e mantenere il Paese sicuro. Ascoltate queste parole, i manifestanti hanno intonato un coro: "Il popolo chiede la caduta del regime e il regime è caduto".

Una conferma che il Rais era ormai pronto a lasciare è arrivata dal segretario generale del suo Partito democratico nazionale, Hossam Badrawi, il quale ha affermato che Mubarak, potrebbe "rispondere alle richieste del popolo entro domani". "Mi aspetto che il presidente risponda alle domande del popolo, perché alla fine ciò che conta per lui è la stabilità del Paese, la poltrona non è importante per lui", aveva affermato Badrawi prima del comunicato dei militari. Anche secondo il capo della Cia, Leon Panetta, Hosni Mubarak si dimetterà stasera da presidente dell'Egitto. "Ci sono molte probabilità che Mubarak lasci questa sera, il che significa, si spera, l'inizio di una transizione ordinata", ha detto.

Obama segue la situazione
- Il presidente americano, Barack Obama, in viaggio sull'Air Force One diretto in Michigan, è costantemente aggiornato sulla situazione "fluida" in Egitto, dopo la notizia delle imminenti dimissioni di Hosni Mubarak. Lo ha riferito il portavoce, Robert Gibbs, spiegando che Obama è stato informato dal Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Tom Donilon, prima di lasciare Washington e sta ricevendo ulteriori rapporti anche a bordo dell'aereo. Gibbs non ha chiarito se e quando il presidente americano sia venuto a conoscenza della decisione del presidente egiziano di dimettersi, sottolineando che anche Obama sta seguendo le notizie in tv assieme al suo staff. "Stiamo assistendo a una situazione molto fluida", ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, "il presidente sta vedendo le stesse cose che vedete voi". Gibbs ha spiegato inoltre di non voler dare giudizi preventivi su quello che potrebbe accadere in Egitto.

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