La difesa di Assange: l'accusa di stupro è una scatola vuota

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Inizia a Londra il processo per accogliere o meno la richiesta di estradizione in Svezia del fondatore di Wikileaks ha diffuso documenti segreti. Sul 39enne australiano pesano le accuse, mai divenute incriminazione formale, di molestie sessuali. VIDEO

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Il fondatore di Wikileaks Julian Assange si è presentato nel tribunale londinese che discute la richiesta di estradizione da parte della Svezia. Indosso un cappotto montgomery grigio, abito blu e cravatta, Assange è apparso sorridente mentre entrava nell'edificio a Belmarsh Magistrates Court, a sud-est di Londra, il tribunale più alto in Gran Bretagna in fatto di sicurezza.

"Negli ultimi cinque mesi e mezzo è stato come se sulla sua vita fosse caduta una scatola nera con la scritta 'stupro'", ha detto il fondatore di Wikileaks. "Ora questa scatola è stata aperta e spero che risulti vuota". "Questo processo mi ha fatto capire chi sono i miei veri amici", ha poi aggiunto Assange rivolto a suoi sostenitori (guarda il video in alto). L'udienza sull'estradizione proseguirà anche martedì 8.

La difesa sosterrà che l'estradizione è stata richiesta per interrogare Assange, non per processarlo, nel qual caso le autorità svedesi potrebbero chiedere che l'interrogatorio venga fatto dalle autorità britanniche o in video-conferenza. Il team della difesa (guidato da Geoffrey Robertson) tenta di dimostratore che Assange corre il rischio di essere consegnato agli Stati Uniti dove potrebbe finire a Guantanamo, ma anche essere condannato a morte per la diffusione di centinaia di documenti riservati.

Un altro degli avvocati, Mark Stephens, ha detto al Daily Telegraph, che in campo si vedranno "alcune sfide fondamentali al regime del mandato d'arresto europeo". Una decisione comunque non è attesa neanche per martedì 8 febbraio, ma si ritiene che il giudice la rimandi a fine mese. Stoccolma vuole Assange - che ha preannunciato per le prossime settimane nuovi, scottanti documenti sull'Italia - perché risponda dell'accusa di aver abusato sessualmente di due donne.

Assange, in libertà vigilata dallo scorso 16 dicembre, sostiene che le accuse nei suoi confronti fanno parte di una campagna di denigrazione orchestrata per screditarlo a causa della rivelazione di segreti da parte del suo sito. Se la sentenza dovesse essere negativa per Assange, il 39enne australiano sicuramente presenterà appello.

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