Egitto, il giorno più lungo

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Due milioni di persone sono scese per le strade del paese nord africano per chiedere le dimissioni di Mubarak. Anche dalla Casa Bianca arrivano richieste di un passo indietro. VAI ALLO SPECIALE

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Due milioni di egiziani sono scesi in piazza per chiederne le dimissioni di Hosni Mubarak, una cosa mai accaduta prima nella storia moderna del più popoloso paese arabo. Una giornata lunga e tesa, ma sempre pacifica, che è terminata con un discorso alla nazione del presidente egiziano in cui annuncia la sua intenzione di non ricandirsi alle prossimo elezioni.

L'esercito alla vigilia della manifestazione aveva escluso il ricorso alla violenza contro i manifestanti e aveva definito legittime le richieste degli oppositori. E così è stato. Oltre 200mila persone si sono radunate a piazza Tahrir, al Cairo, mentre altre 20mila hanno sfilato a Suez, nell'est. Dimostrazioni si sono tenute anche ad Alessandria, Ismailia e nelle città del Delta del Nilo, come Tanta, Mansoura e Mahalla el-Kubra. Gli egiziani hanno dunque risposto all'appello degli attivisti che avevano convocato la "marcia del milione" per esprimere la propria rabbia contro Mubarak e il suo regime, che dura da 30 anni.
Intanto, mentre gli egiziani invadevano le strade del Paese, Facebook lanciava l'invito a prendere parte alla "Marcia Virtuale" in segno di solidarietà per il popolo egiziano. Iniziativa, questa, che ha raccolto circa 4mila adesioni.

La cronaca della giornata:

Obama chiede al rais di  fare un passo indietro -
Sarebbe stato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a chiedere al presidente dell'Egitto, Hosni Mubarak, di non ripresentarsi. Questo quanto reso noto dal New York Times, citando fonti diplomatiche americane di Washington e del Cairo.

500 egiziani hanno sfilato a Milano - Cinquecento egiziani hanno attraversato le vie attorno a piazzale Loreto per esprimere solidarietà ai connazionali che in patria da giorni si stanno ribellando contro il regime di Mubarak. All'interno del corteo non ci sono stati episodi di tensione: i giovani egiziani, che avevano organizzato la manifestazione, hanno predisposto un servizio d'ordine per far scorrere il corteo in maniera ordinata.

17 mila prigionieri fuggiti dalle carceri -
Il nuovo ministro dell'Interno, Mahmud Wagdi, ha affermato che dalle carceri egiziane sono fuggiti circa 17 mila prigionieri, fra i quali anche diversi detenuti accusati di terrorismo. Lo ha riferito la tv satellitare araba Al Jazira.
Wagdi, nominato in sostituzione di Habib el Adli, è un ex generale, ed ex direttore del sistema penitenziario.

Zewail arriverà in Egitto mercoledì -
Ahmed Zewail, candidato favorito al dopo Mubarak, arriverà mercoledì mattina al Cairo. Lo ha reso noto la televisione di stato egiziana, spiegando che il premio Nobel per la chimica, il cui arrivo era previsto per martedì nella capitale egiziana, è invece in viaggio per Dubai, per difficoltà all'aeroporto del Cairo.
54enne, è tra le principali personalità che potrebbero guidare l'Egitto del dopo rivolta, così come Mohamed El Baradei o Amr Moussa tra gli altri. Annunciando il suo rientro nel Paese, ha affermato che si impegnerà in un comitato per le riforme costituzionali assieme a Ayman Nour - il rivale di Mubarak alle presidenziali del 2005 - e avvocati di spicco.
Nato nei pressi di Alessandria nel 1946, dopo aver completato gli studi Zewail si è trasferito negli Stati Uniti, al California Institute of Technology. Il chimico egiziano è stato insignito nel 1999 del premio Nobel per le sue ricerche nel campo dei laser ultrarapidi impiegati per lo studio di reazioni chimiche. Per questi studi gli era stato assegnato nel 1993 il premio Wolf per la chimica.
E' stato il primo egiziano - e in assoluto il primo arabo - a ricevere un Nobel per una disciplina scientifica.

Rientrano in Italia 160 connazionali -
E' atterrato alle 17,30 all'aeroporto di Roma Fiumicino il volo speciale che Alitalia ha effettuato per conto del Ministero degli Affari Esteri, sull'itinerario Roma - Alessandria - Il Cairo - Roma e che ha consentito il rientro di circa 160 connazionali. Per i passeggeri che si trovano in Egitto è attivo il numero 0039.06.65859451 con personale in grado di fornire informazioni e assistenza in lingua italiana, inglese ad araba. I passeggeri con biglietti da e per l'Egitto sono invitati a contattare il call center Alitalia al numero 06.2222 prima di recarsi in aeroporto o consultare l'operativo dei voli sul sito Internet alitalia.it alla sezione Stato del Volo. Sul sito della compagnia aerea tutte le info per partire da e per l'Egitto.

Netanyahu: sì a proteste, ma si rispetti la pace con Israele -
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu per la prima volta ha preso posizione sulla crisi in Egitto, dicendosi favorevole a chi protesta per la democrazia, ma al contempo appellandosi al mondo intero affiché sia garantito il rispetto dell'ultra-trentennale accordo di pace con lo Stato ebraico, indipendentemente da chi controllerà il futuro governo del Cairo. L'attuale presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha sempre mantenuto fermi i rapporti regolari con Israele instaurati dal suo predecessore, Anwar al-Sadat. L'Egitto, insieme a Giordania, Turchia e Mauritania, è l'unico Paese arabo o comunque islamico a riconoscere la piena sovranità israeliana.

Mubarak non ha intenzione di lasciare -
"Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha confermato la sua volontà di rimanere in carica e di proseguire con il ripristino del corretto e naturale funzionamento delle istituzioni". E' quanto ha riferito una fonte dell'ufficio  presidenziale egiziano al quotidiano 'al-Sharq al-Awsat'. Secondo la fonte, quindi, Mubarak non intende fare alcun passo indietro. Anzi, la richiesta di dimissioni del presidente, sostiene sempre la fonte, arriva da una parte minima della popolazione, "che non riflette la volontà di tutti gli egiziani, i quali riconoscono nel  presidente un'importante valvola di sicurezza".

I Fratelli Musulmani: governo di unità nazionale e poi il voto - I Fratelli Musulmani assicurano: "Non vogliamo un emirato islamico" in Egitto. E aggiungono che se entreranno in un futuro governo "i cristiani avranno gli stessi diritti dei musulmani e di ogni altro cittadino egiziano".
La principale forza islamista ha quindi chiesto al presidente della Corte Costituzionale, Faruk Sultan, di destituire Mubarak. La roadmap immaginata dalle opposizioni, dopo la partenza del presidente d'Egitto e lo scioglimento del Parlamento, prevede una serie di tappe serrate: la formazione di un governo di unità nazionale poi il voto, la riforma della Costituzione, e nuove elezioni presidenziali. Un membro del Fratelli Musulmani ha affermato che la guida di un governo di transizione potrebbe affidata al capo dell'esercito, Sami Enan. (LA SCHEDA SULLE FORZE DI OPPOSIZIONE)

Gli Usa ordinano l'evacuazione del personale non indispensabile - Gli Stati Uniti hanno disposto il rimpatrio dall'Egitto di tutto il personale governativo, diplomatico e non, la cui presenza nel Paese nordafricano non sia indispensabile per ragioni di emergenza. L'annuncio arriva dopo che molti Paesi occidentali, ultimi in ordine di tempo Germania e Austria, hanno lanciato appelli ai propri cittadini affinché lascino l'Egitto o evitino di recarvisi.

Farnesina: "Emergenza non è finita"
- "La situazione è fluida, ma l'emergenza è tutt'altro che finita". Così il capo dell'Unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano sulla situazione in Egitto. "Siamo in contatto con la nostra ambasciata, mentre è in corso al Cairo una manifestazione con circa due milioni di persone e la situazione oggi è  fluida". Nelle località sul Mar Rosso "la situazione è relativamente tranquilla rispetto alle altre città del Paese": lo ha sottolineato il capo dell'unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano nel corso di un incontro con i giornalisti. Romano ha spiegato che l'unità di crisi è in continuo contatto con i tour operator che "hanno avuto un atteggiamento di grande comprensione nei confronti della Farnesina".

"Siamo due milioni per le strade del Cairo" -
Secondo fonti locali, in tutto il centro del Cairo, piazza Tahrir compresa, i manifestanti anti-Mubarak per le strade sarebbero due milioni.

Alle 13 un milione in piazza
- Sono arrivati a più di un milione, intorno alle 13, i dimostranti raccolti in piazza Tahrir. Tutti gli spiazzi della piazza che fino ad un'ora fa erano ancora vuoti sono ormai occupati dall'assembramento.

Manifestazioni in tutto il Paese
- Migliaia di persone sono in strada a Alessandra, Ismailia, Suez e nel Sinai. Lo riferiscono fonti locali. A migliaia, dai 30 ai 50 mila, dicono i testimoni, anche nelle città dell'alto Egitto.

Onu: almeno 300 morti nelle proteste
- Sono almeno 300 i morti in tutto l'Egitto dall'inizio delle manifestazioni di protesta contro il regime del presidente Hosni Mubarak, otto giorni fa. Lo ha reso noto Navi Pillay, alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, citando informazioni assunte sul posto, ma prive di riscontri ufficiali.

L'ultimatum di El Baradei
- Il leader dell'opposizione anti Mubarak, Mohamed El Baradei, ha intimato al presidente egiziano attraverso la tv satellitare al Arabiya di andarsene entro venerdì. "Quella di venerdì - ha detto - sarà la giornata della  sua cacciata". "Speriamo - ha continuato - che l'esercito faccia come quello tunisino, che ha detto a Ben Ali di andarsene".

Opposizione chiede un "governo di salvezza nazionale"
- I partiti di opposizione egiziana hanno chiesto la formazione di un governo di salvezza nazionale. Si è conclusa infatti una riunione dei principali movimenti di opposizione egiziani, tra i quali, l'al-Wafd, i Fratelli Musulmani e l'associazione per il Cambiamento di Mohammed el-Baradei.
"Abbiamo formato un'alleanza di forze dell'opposizione -  ha detto il portavoce del partito al-Wafd, Moataz Salah Eddin, alla tv araba 'al-Jazeera' -  per ribadire che il destino di Hosni Mubarak è nelle mani del popolo e che è necessario formare un nuovo governo di salvezza nazionale che  sia in grado di riformare la costituzione e andare al voto. Ormai venuta meno la legittimità del presidente  Mubarak" ha spiegato.

Erdogan: "Mubarak deve ascoltare il popolo" Sulle proteste in Turchia è intervenuto anche il premier turco Tayyp Erdogan. "Il presidente egiziano Hosni Mubarak - ha detto - dovrebbe ascoltare le domande che provengono dal popolo".

El Baradei:  Mubarak deve lasciare
- Se Hosni Mubarak "vuole salvare la pelle, è meglio che lasci subito": a dirlo, con il tono di un avvertimento, è Mohamed El Baradei, l'ex diplomatico dell'Aiea e premio Nobel per la Pace, incaricato dalle opposizioni in Egitto di negoziare con il regime del rais. In un'intervista al quotidiano britannico The Independent, El Baradei è tornato ad attaccare pesantemente il presidente egiziano, affermando che "la gente per strada non dice che Mubarak dovrebbe andare via. Dicono che dovrebbe essere messo sotto processo". Ecco perché, ha proseguito, se il rais "vuole salvarsi la pelle, è meglio che lasci".

Alle ore 10 sono già mezzo milione le persone in piazza -
Secondo quanto riferisce la tv Al Jazeera in piazza Tahrir si sono già radunate mezzo milione di persone

Sconsigliati i viaggi in Egitto
- "Sconsiglio tassativamente agli italiani di recarsi in Egitto". E' quanto sottolinea, dai microfoni di Radio Anch'io, l'Ambasciatore italiano in Egitto, Claudio Pacifico. "C'e' obbligo di saggezza" perché anche nelle zone che in questo momento appaiono più tranquille, grazie all'intervento dell'esercito, "la situazione potrebbe cambiare" nel giro di poche ore.

Rientro Ahmed Zewail -
Attesa per il rientro al Cairo di Ahmed Zewail, uno dei candidati più forti alla presidenza nel dopo-Mubarak.


Chiusa l'autostrada Suez-Cairo - Le autorità egiziane hanno chiuso l'autostrada che collega la città di Suez con il Cairo. Secondo la tv satellitare 'al-Arabiya', questo provvedimento è stato assunto per impedire ai manifestanti delle altre regioni dell'Egitto di raggiungere il Cairo dove è attesa una manifestazione di almeno un milione di persone. Per lo stesso motivo sono fermi i treni  in tutto il paese ed è chiusa la metropolitana della capitale.

Una contro-manifestazione a sostegno di Mubarak -
I militanti e i dirigenti del Partito nazionale democratico, al governo in Egitto, di Ismailiya stanno preparando una contro-manifestazione in città in favore del presidente Hosni Mubarak. Secondo quanto riferisce l'inviato della tv satellitare al-Arabiya, nella notte alcuni di questi militanti avrebbero attaccato la tendopoli creata dai militanti delle opposizioni nel centro della città egiziana in attesa della grande manifestazione contro il regime indetta nei principali centri del paese.

Israele rafforza la sicurezza al confine - Israele ha rafforzato la sicurezza al confine con l'Egitto nel timore di infiltrazioni  terroristiche a causa dei disordini e si prepara alla possibilità di una massiccia ondata di profughi beduini in arrivo dal Sinai. Secondo il quotidiano Haaretz online, unità dell'esercito ed agenti della polizia israeliana sono stati dispiegati lungo la frontiera egiziana per evitare che terroristi possano approfittare delle proteste per oltrepassare il confine e attaccare Israele.

Verso lo stop ai servizi di telefonia - L'Egitto prevede di sospendere per la seconda volta i servizi di telefonia mobile del  Paese in vista della protesta. Lo riferiscono i media ufficiali. Come già accaduto con Internet, il governo tagliando le comunicazioni spera di isolare i dimostranti in modo da contenere la rivolta. Il blackout imposto dal  Cairo su Internet in concomitanza con la rivolta popolare ha zittito l'88 per cento dei siti Web.
Già venerdì le autorità avevano chiesto agli operatori nazionali di sospendere i servizi durante le manifestazioni per chiedere le dimissioni del presidente Hosni Mubarak.

Rientrati 100 italiani - E' atterrato intorno alle 5,30 del mattino il C-130 dell'Aeronautica militare che ha portato in Italia circa 100 italiani dall'Egitto (guarda il loro racconto). L'aereo da trasporto è decollato dal Cairo, consentendo così al gruppo di italiani di lasciare il paese teatro in questi giorni di gravi disordini.

Alle 7 del mattino già 5000 in piazza - Sono oltre 5.000 i manifestanti già affluiti in piazza Tahrir, al Cairo, per la marcia convocata dalle forze di opposizione contro il governo del presidente egiziano, Hosni Mubarak popolazione.

Messaggi Twitter via telefono - Google ha lanciato un servizio speciale per consentire alle persone in Egitto di inviare messaggi Twitter digitando un numero telefonico e lasciando un messaggio vocale, mentre resta tagliato l'accesso a Internet nel Paese, nel bel mezzo delle proteste anti-governative. Il servizio, che Google ha detto di aver sviluppato con gli ingegneri di Twitter, consente alle persone di fare un numero di telefono e lasciare un messaggio vocale, automaticamente trasformato in un file audio che viene inviato su Twitter usando la tag identificativa #egypt.

In tutto il Paese restano bloccati tutti i collegamenti al Web
. L'ultimo fornitore d'accesso a Internet ancora in funzione in Egitto, il gruppo Noor, è stato "spento" nella serata di lunedì 31 gennaio. Il colosso americano Google ha messo a punto con Twitter un sistema che consente di inviare tweet con una telefonata, senza necessità di collegarsi al web. Ma l'esecutivo è intenzionato a sospendere anche i servizi di telefonia. Intanto anche Facebook si mobilita a sostegno della protesta con la pagina della "marcia del milione" virtuale.

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