Tunisia, tre giorni di lutto per le vittime degli scontri

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L’annuncio del governo dopo i gravi disordini che da qualche settimana sconvolgono il paese maghrebino e che hanno già provocato la morte di decine di persone, tra manifestanti e forze dell’ordine

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Da venerdì 21 gennaio la Tunisia osserva tre giorni di lutto nazionale per le decine di persone morte nelle proteste prima e dopo l'allontanamento dell'ex presidente Zine al-Abidine Ben Ali. Lo riferisce la televisione di stato. In un comunicato diffuso dopo un vertice tenutosi giovedì, il governo ha annunciato che scuole e università, chiuse dalla scorsa settimana, riapriranno lunedì. Mohamed Aloulou, ministro della Gioventù e dello Sport, ha detto ai giornalisti dopo la riunione di governo che gli eventi sportivi riprenderanno "molto presto". Almeno 78 persone sono rimaste uccise dall'inizio delle proteste in Tunisia, e i disordini hanno prodotto danni e perdite per circa 2,1 miliardi di dollari, come ha detto questa settimana alla tv di stato il ministro dell'Interno Ahmed Friaa.

Il nuovo governo, che ha dovuto fare i conti con proteste violente per aver mantenuto alcuni ministri del vecchio esecutivo, ha offerto l'amnistia a tutti i gruppi politici. L'offerta è stata avanzata ieri nella prima riunione di governo della nuova coalizione. I manifestanti contestano che nonostante la promessa amnistia solo poche centinaia delle persone imprigionate per ragioni politiche durante i 23 anni di dominio di Ben Ali siano state rilasciate.

"Siamo d'accordo per un'amnistia generale", ha detto il ministro dell'Istruzione superiore Ahmed Ibrahim, leader di un partito d'opposizione che si è unito alla coalizione dopo che Ben Ali ha lasciato la Tunisia. L'annuncio è arrivato dopo un altro giorno di proteste, con la polizia che ha sparato in aria per cercare di disperdere centinaia di manifestanti che chiedevano l'allontanamento dal governo dei ministri legati a Ben Ali. 

I manifestanti, riuniti davanti alla sede dell'Rcd - partito al governo per decenni in Tunisia -, si sono rifiutati di allontanarsi quando la polizia ha sparato. Proteste hanno avuto luogo anche in altri centri oltre che nella capitale. Ben Ali si è recato venerdì scorso in Arabia Saudita dopo settimane di proteste provocate da povertà, disoccupazione e repressione, nella prima rivolta popolare da generazioni capace di rovesciare un leader arabo.

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