Map World, il mondo visto dalla Cina non ne azzecca una

Uno screenshot di Map World: secondo il servizio, in Puglia esiste la misteriosa città di UNK.
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Komo, Birlla (invece di Biella), Castiglione della Pescoia. Sono alcuni dei refusi presenti su Map World, il servizio di mappe cinese. Appaiono anche veri orrori geografici: città polacche finiscono nel Regno Unito e in Italia compare la misteriosa UNK

di Raffaele Mastrolonardo

Pochi lo sanno ma sulla via che da Taranto porta a Gallipoli ci si può imbattere in una cittadina misteriosa e poco nota anche ai turisti più appassionati delle meraviglie della Puglia. Si chiama UNK (scritto maiuscolo) e persino i locali non la conoscono. Ma se state già pregustando una tappa in un luogo caratteristico e poco affollato fermate la fantasia. La città, infatti, esiste solo sulla carta, o meglio sul servizio di mappe online che il governo di Pechino, dopo un periodo di prova, ha lanciato martedì scorso con l'obiettivo di inaugurare una via cinese alla cartografia online. Al momento, però, Map World (questo il nome del progetto), si segnala soprattutto per le sue inesattezze e strafalcioni: città nei inserite nei Paesi sbagliati e nomi spesso storpiati. 

Per rendersene conto basta scorrere la rappresentazione geografica del nostro Paese. Dopo una rapida ricerca, a parte la misteriosa UNK (che, secondo Map World, esiste in tutti i continenti salvo l'Asia), troviamo “Faenze” (invece che Faenza), “Komo” (al posto di Como), Birla (vale a dire Biella), Castiglion della Pescoia (sarebbe Pescaia), Soveria Mannalli (Mannelli) e la divertente “Roccione” (Riccione).

Ma non è solo l'Italia ad essere vittima delle imprecisioni di Map World. Anzi, al confronto con gli inglesi ci è andata pure bene. I sudditi di Sua Maestà che si affidassero alle cartine cinesi per indicazioni stradali rischiano infatti sorprese ancora più strane: sulla strada per Watford, vicino a Londra, potrebbero per esempio imbattersi in Ostrow Wielkopolski che, ad una ricerca più attenta risulta essere una città polacca. Sulla via di Chester, in Galles, troverebbero, secondo le cartine dell'Impero di mezzo, Bashmakova, che in tutte le mappe del mondo è invece localizzata in Russia, 480 chilometri a sud est di Mosca. Mentre sulla via che da Darlington porta a Middlesbrough nel nord est dell'Inghilterra, compare la misteriosa città di Chishmy, in realtà situata nella Baschiria, repubblica della Federazione Russa.

Sbagli innocenti, si dirà. Anche se con le cartine geografiche online di questi tempi è meglio non scherzare.
Lo dimostra, per esempio, la recente protesta da parte della Cambogia nei confronti di Google, reo secondo Phnom Penh di avere erroneamente tracciato il confine con la Thailandia. “Una mappa professionalmente irresponsabile”, l'ha definita Svay Sitha, segretario di stato del consiglio dei ministri della Cambogia che ha chiesto al motore di ricerca la rimozione della cartina incriminata.  I due Paesi sono da tempo impegnati in una disputa sulla frontiera e sulla giurisdizione del tempio di Preah Vihear, assegnato alla Cambogia nel 1962 con una decisione che non è mai stata completamente accettata dai tailandesi. Ancora più serio l'incidente diplomatico che ha visto coinvolti Nicaragua e Costa Rica, quando militari nicaraguensi superarono il confine tra i due stati provocando le proteste della nazione confinante. I soldati si sono giustificati affermando di essere stati indotti in errore dalle mappe di Google,  che ha ammesso lo sbaglio.

Difficile che gli errori del servizio di mappe made in Cina provochino diatribe analoghe. Anche solo per via del numero di utenti ancora limitato rispetto a offerte in circolazione da più tempo. Di certo però, se davvero Map World vuole diventare un rivale di Google e altri servizi occidentali un po' di lavoro dovrà ancora farlo.

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