Afghanistan, La Russa: "Luca Sanna ucciso da un infiltrato"

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Il terrorista "si era fatto arruolare presumibilmente con l'obiettivo" di compiere attentati, ha dichiarato il ministro alla Camera. L'alpino ferito nell'attentato in cui ha perso la vita il caporalmaggiore è fuori pericolo di vita. VIDEO

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L'attentatore che martedì 18 gennaio ha colpito il caporalmaggiore Luca Sanna "non era una persona vestita da soldato afghano, ma era un infiltrato nell'esercito afghano, quindi uno degli  otto afghani che prestavano servizio nell'avamposto".
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, nel corso dell'informativa alla Camera, ha dunque chiarito le dinamiche dell'attentato.

L'attentatore era un infiltrato - Era un infiltrato tra le fila dell'esercito afghano l'uomo che ha ucciso in Afghanistan il nostro connazionale. La sparatoria è avvenuta in un avamposto della Task Force North, denominato "Highlander", che si trova a circa due chilometri e mezzo ad est di Bala MorghaB, nella provincia di Badghis, assegnata all'ottavo Reggimento Alpini. L'area è certamente una delle pù complesse ed operativamente importanti tra quelle sotto la responsabilità del comando italiano di Herat.
L'avamposto "Highlander" costituisce un punto avanzato per il controllo del territorio nell'area della cosiddetta "bolla di sicurezza di Bala Mourghab" che ha reso possibile il ritorno nei propri villaggi di circa 10 mila civili afghani.
Nell'area sono presenti 12 basi italiane, di cui 11 avanzate, alcune presidiate solo da italiani altre congiuntamente con forze ANA e statunitensi. Nell'intera area di Bala Morghab il numero complessivo di posizioni operative di vario tipo, anche temporanee, raggiunge il numero di 50, gran parte delle quali presidiate da statunitensi e afghani.

"Quello di mercoledì è stato un evento del tutto singolare, ma il fatto che sia avvenuto in un avamposto e che l'attentatore abbia potuto compiere il gesto con una ragionevole possibilità di fuga, confermata poi dai fatti, non può non farci pensare che proprio su questi siti, peraltro indispensabili per il controllo del territorio, e sulla loro sicurezza si debba concentrare la nostra attenzione". E' quanto ha sottolineato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nella sua informativa al Parlamento sulla morte del caporale Luca Sanna.
"Ne ho parlato poco fa con il Generale Petraeus - ha aggiunto - per rappresentargli da un lato le mie preoccupazioni per la sicurezza dei nostri militari e per stimolare l'adozione
di ogni qualsiasi possibile misura di carattere operativo per limitare al massimo i rischi al personale. Il generale Petraeus mi ha garantito la sua assoluta disponibilità proprio per
gravitare con gli sforzi a favore degli avamposti di ISAF, i più esposti ma anche gli elementi essenziali della strategia verso la transizione. Ha voluto anche confermare il grande apprezzamento per l'operato delle nostre forze, rilevando i notevoli successi conseguiti in Afghanistan e particolarmente nella Regione Ovest. In conclusione pur non sottostimando i
rischi ha, come avevo già accennato per mia parte, rilevato di non nutrire particolari preoccupazioni per la sicurezza nella Regione Ovest dove gli ultimi eventi, ha detto Petraeus, non sono indice di una situazione degradata ma anzi dei progressi compiuti dalle Forze della Coalizione ed in particolare dalle Forze Italiane".

Il governo mantiene il suo impegno - "Nonostante questa triste e dolorosa circostanza ribadisco, ancora una volta, il fermo intendimento del Governo di mantenere fede al suo impegno, nella consapevolezza dell'importanza dell'azione multinazionale per contribuire alla stabilizzazione dell'Afghanistan" ha assicurato il ministro della Difesa. "Il tragico fatto - ha aggiunto - non preclude il proseguimento del nostro impegno in quel territorio, preso nei confronti del popolo afghano, della comunità internazionale e degli stessi italiani. Quello che non posso e, ritengo, il Parlamento tutto non possa accettare è che l'opinione pubblica o chiunque altro possa assuefarsi a questi eventi tragici e per questo dobbiamo sempre interrogarci sui modi nei quali le missioni devono essere condotte. Lo dobbiamo al Primo Caporal Maggiore Luca Sanna e a tutti i nostri militari che stanno continuando ad assolvere la loro missione per la sicurezza della Patria e per contribuire al mantenimento della pace e della stabilità nel mondo".

Contro gli italiani 40 attacchi a settimana - Nella regione sotto il comando italiano, negli ultimi 3 mesi, il numero degli attacchi - considerando tutte le possibili tipologie - si colloca su una media di circa 40 eventi per settimana. "Si èquindi registrato un aumento di attività ostili proporzionale all'incremento delle nostre forze - ha aggiunto ilministro durante l'informativa in Aula - al maggior controllo del territorio esercitato ed ai successi conseguiti in termini di porzioni di territorio riacquisite alla sicurezza. Tali eventi nella Regione Ovest si attestano comunque, insieme alle Regione Nord a guida tedesca, ai livelli più bassi di ISAF".

Giovedì in Italia la salma di Luca Sanna  -
Rientrerà giovedì dall’Afghanistan il feretro di Luca Sanna, il caporal maggiore degli alpini originario di Samugheo (in provincia di Oristano), ucciso con un colpo di fucile alla testa martedì 18 gennaio nella zona di Bala Murghab. L'arrivo a Roma è previsto per le 10, la Camera ardente sarà allestita al Celio. Venerdì mattina saranno celebrati i funerali, nella basilica di Santa Maria Maggiore. Poi, nel pomeriggio, la salma del militare partirà per la Sardegna dove sabato è prevista la cerimonia funebre in forma privata nella parrocchiale del suo paese natio. Luca Sanna è la 36esima vittima italiana dall’inizio della missione. Era un volontario di truppa che vestiva l'uniforme dal 2004. Un militare “esperto” con già due missioni in Afghanistan alle spalle. Sposato da quattro mesi, viveva a Lusevera, in provincia di Udine.

Fuori pericolo l'alpino ferito - L'alpino ferito in Afganistan "è stato sottoposto ad intervento chirurgico con esito positivo e può considerasi fuori pericolo di vita anche se la prognosi
rimane assolutamente riservata". Inoltre, precisa il ministro, "è previsto che lo stesso venga trasferito con un volo statunitense all'ospedale di Ramstein in Germania per essere
sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico anche con l'assistenza di nostro personale medico - ha aggiunto -. I familiari potranno raggiungere il ferito con un vettore messo a disposizione dall'Aeronautica Militare".

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