Tunisia, la tensione resta alta nel paese

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Non si placa la situazione nel paese nordafricano sull'orlo di una guerra civile. Esercito e truppe fedeli a Ben Ali si affrontano davanti al palazzo presidenziale

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A 48 ore dalla precipitosa fuga dell'ex presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali i suoi pretoriani continuano a resistere e a scatenare violenze a Tunisi. Le truppe regolari hanno ucciso due cecchini appostati sul tetto di un edificio vicino alla Banca Centrale nel centro della capitale dove ci sono state sparatorie davanti alla sede del principale partito di opposizione, il Pdp.

La battaglia nel mentre si è spostata nel sobborgo di Cartagine dove i soldati hanno circondato circa 1.000 fedelissimi di Bel Ali asserragliati nel quartier generale della Guardia Presidenziale. Gli uomini dell'ex capo dei pretoriani, il generale Ali el Seriati già arrestato e sostituito, hanno ingaggiato violenti scontri con l'esercito, fedele al nuovo esecutivo provvisorio. Le truppe sono sostenute anche da elicotteri che volteggiano sull'edificio.

Il primo ministro tunisino,  Mohammed Ghannouchi ha annunciato "tolleranza zero" contro chiunque minacci la sicurezza del Paese e ha confermato che domani sarà resa nota la composizione del nuovo esecutivo. Nel corso della giornata sono stati arrestati a Tunisi 4 tedeschi ed un francese che viaggiavano in possesso di armi di precisione su tre taxi L'Ambasciatore d'Italia, Pietro Benassi, ha assicurato un presidio delle forze armate tunisine per garantire la protezione degli italiani del Circo Bellucci bloccato a Sfax. Nel mentre è stato garantito il rifornimento di beni di prima necessità per il personale del Circo.

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