Terrorismo, cresce l'allerta per il 7 gennaio

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Dopo l'attentato di Alessandria anche in Italia aumenta la vigilanza in vista del Natale copto. E intanto dall'Egitto arrivano nuove minacce e si preannuncia un nuovo colpo

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Cresce anche in Italia l'allerta per il Natale copto, in programma il 7 gennaio, dopo l'attentato del 31 dicembre alla chiesa dei Santi ad Alessandria d'Egitto: il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha inviato una circolare a prefetti e questori chiedendo di alzare la vigilanza sui luoghi di culto copti presenti nel nostro paese. In particolare, la circolare inviata le autorità locali di pubblica sicurezza ad effettuare un censimento delle chiese copte presenti in Italia, considerate obiettivi sensibili, e a valutare adeguate misure di vigilanza e prevenzione in prossimità degli edifici. Misure di prevenzione che in parte sono già in atto visto l'avvicinarsi della ricorrenza. La circolare del Dipartimento fa seguito ad una serie di disposizioni già inviate nei giorni scorsi a questori e prefetti con le quali si chiedeva di alzare in ogni caso il livello d'attenzione dopo l'attentato ad Alessandria d'Egitto.

Nuove minacce - La "rete dei Mujaheddin" ha minacciato intanto nuovi attacchi contro i cristiani copti in Egitto. L'avvertimento è rivolto direttamente al papa copto, Shenouda III, cui viene preannunciato  un "imminente nuovo colpo". Le minacce sono state pubblicate sul sito web 'al-Shumukh', lo stesso su cui il 2 dicembre scorso era stata pubblicata la lista delle 50 chiese copte prese di mira, tra cui quella dei Santi di Alessandria, colpita da un sanguinoso attentato il giorno di capodanno. Il messaggio si rivolge  a coloro che "si sono affrettati a denunciare e a condannare tutti quelli che toccano un solo crociato"."Dove eravate quando le vittime erano musulmane?", afferma il sito che cita il presidente Usa Barack Obama, "il cane del Vaticano", l'Onu, la Francia, Hamas i fratelli musulmani, il mufti, gli ulema che "si sono precipitati ad inginocchiarsi davanti al faraone d'Egitto".

La solidarietà del Coreis - Un appello per la "solidarietà ai nostri fratelli cristiani d'oriente" e contro il "terrorismo, che non ha religione" è stato lanciato oggi dalla Coreis, la Comunità Religiosa Islamica italiana. "Vogliamo ribadire la nostra solidarietà ai fratelli cristiani d'Oriente, colpiti negli ultimi mesi dalla follia terrorista in Iraq, Indonesia, Pakistan, Filippine, Nigeria, fino all'ultima strage di Alessandria d'Egitto", si legge in un documento della associazione, "Una follia che non ha religione, poiché il terrorismo è la negazione di ogni sacralità. Inoltre "Venerdì 7 gennaio, in occasione della preghiera comunitaria, i musulmani della Coreis dedicheranno presso la moschea al-Wahid di Milano un momento di raccoglimento rituale ai fratelli cristiani vittime degli attentati". La Coreis esprime anche "solidarietà ai governi dei Paesi colpiti", perché "il pluralismo religioso è patrimonio dell'umanità". Si tratta di paesi "nel mirino del terrorismo internazionale, per sostenerne l'attenzione e la sensibilità istituzionale nel salvaguardare sempre meglio la sacralità della vita di ogni persona e il rispetto del pluralismo religioso come ricchezza imprescindibile dell'umanità".

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