Carla Bruni: "Mai intervenuta in favore di Battisti"

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La première dame smentisce le presunte pressioni per il no all’estradizione dell’ex terrorista. Intanto il tribunale brasiliano riapre il dossier dopo il ricorso dell’Italia

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"Non sono mai intervenuta in favore di Cesare Battisti": lo ha detto Carla Bruni-Sarkozy, moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, intervenendo sulle polemiche in cui è stata coinvolta in Italia. "Mi dissocio nel modo più assoluto - ha aggiunto la première dame - da tutte le dichiarazioni che mi riguardano su Battisti". "L'ondata di violenza che ha scosso l'Italia durante la mia infanzia mi ha molto colpito, ne ho un ricordo molto preciso", ha aggiunto, smentendo in modo netto le presunte pressioni per il no all'estradizione di Battisti che le sono state attribuite. La première dame di Francia ha aggiunto di ricordare molto bene quegli anni e di condannare "ogni forma di terrorismo".

Intanto il presidente del Supremo Tribunal Federal, Cezar Peluso, ha ordinato di riaprire il dossier relativo all'estradizione di Cesare Battisti presso l'Alta Corte brasiliana, a seguito della richiesta di scarcerazione dei legali dell'ex terrorista rosso e del ricorso presentato dagli avvocati dell'Italia per bloccare tale richiesta.
E mentre Sivio Berlusconi assicura: "I Rapporti tra Italia e Brasile non cambiano", il ministro degli Esteri Franco Frattini annuncia di aver congelato un accordo militare tra i due Paesi.

Il comunicato del Tribunale -
Lo rende noto un comunicato dell'Supremo Tribunal Federal, rilevando che Peluso ha ordinato di 'disarchiviare' il procedimento e di allegare agli atti la richiesta "dell'immediato rilascio" di Battisti presentata ieri dopo il diniego all'estradizione deciso il 31 dicembre dall'ex presidente Lula.

"Il governo italiano ha chiesto che Battisti rimanga in prigione, fino all'esame da parte dei ministri della Corte" di tale decisione: "anche questa richiesta - precisa la nota - sarà allegata" agli atti relativi al procedimento.

Frattini: niente accordo militare - L'accordo militare tra Italia e Brasile che doveva essere ratificato dal Parlamento italiano non potrà essere siglato finché non sarà risolto il caso Battisti. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini in una dichiarazione alla televisione brasiliana.
Frattini ai microfoni di Rede Globo si è detto "indignato che un criminale possa presto circolare liberamente per le belle spiagge brasiliane", e ha aggiunto: "Quando un terrorista è condannato in un Paese, questo ha il diritto di vederlo chiuso in galera ovunque si rifugi".

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