Ultimo saluto a Matteo, ucciso a 24 anni in Afghanistan

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A Roma i funerali del caporal maggiore Miotto caduto il 31 dicembre nella valle del Gulistan. Il parroco del suo paese: "Chiediamo che sia l'ultimo martire di una guerra senza senso". Un nuovo ordigno contro gli italiani: nessun ferito. FOTO E VIDEO

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Dopo l'omaggio della città nella camera ardente del policlinico militare del Celio di Roma per Matteo Miotto è il giorno dei funerali solenni nella basilica di Santa Maria degli Angeli. E' l'ultimo saluto al caporal maggiore ucciso a 24 anni da un cecchino in Afghanistan nel giorno di San Silvestro.
Il capo dello Stato, per colpa dell'influenza, non ha partecipato alle esequie, ma Napolitano ha già fatto sapere che intende incontrare presto i genitori di Matteo.Tra le molte autorità presenti, il premier Silvio Berlusconi.
Martedì 4 la salma di Miotto - "un alpino di razza", l'ha definito un suo comandante - sarà trasferita a Thiene, la sua città. "Riportiamo a casa i nostri ragazzi, perché in Afghanistan si continua a morire", dice il sindaco leghista, Maria Rita Busetti. Le fa eco il parroco Albino Boscolo: "Ai governanti e ai politici chiediamo che Matteo sia l'ultimo martire di una guerra senza senso". L'alpino sarà seppellito in prima fila nell'area del cimitero di Thiene dedicata ai Caduti in Guerra: lo aveva chiesto nel suo testamento.

L'omelia: "Non dobbiamo abituarci ai conflitti" - "Matteo ha sempre creduto nella giustizia, nella verità e nella forza interiore della compassione, nella fiducia e nell'amore, fino a dare la vita. Anche noi non possiamo rassegnarci alla forza negativa dell'egoismo e della violenza; non dobbiamo abituarci ai conflitti che provocano vittime e mettono a rischio il futuro dei popoli". E' uno dei passaggi dell'omelia di monsignor Vincenzo Pelvi. "Di fronte alle minacciose tensioni del momento - ha aggiunto l'arcivescovo - specialmente alle discriminazioni, ai soprusi e alle intolleranze religiose, Matteo invita a non cedere allo sconforto e alla rassegnazione. Come poter credere ad un domani di pace se non fossimo in quelle terre a dichiarare che l'amore è l'unica via che pone fine alla vendetta e alle uccisioni".

"L'Italia vi ringrazia uno per uno" - "Il nostro Paese, cari militari - ha proseguito l'arcivescovo - vi ringrazia uno per uno: è il mondo intero che ha bisogno di persone come voi, che ogni giorno donano qualcosa di eterno". "Siamo obbligati - ha sottolineato il sacerdote - ad allargare gli orizzonti ed a riconoscere la nostra responsabilità nel costruire una comunità internazionale, in cui il diritto di tutte le nazioni e di altri gruppi sia rispettato e garantito. In un mondo sempre più interdipendente e nel quale ha sempre meno senso parlare di crisi locali, questo significa non solo fermare i conflitti prima possibile, ma costruire e mantenere la pace, una pace giusta e duratura".

I risultati dell'autopsia -
Domenica 2 intanto sono arrivati i risultati dell'autopsia che hanno confermato la morte sul colpo del giovane. Lo ha spiegato ai microfoni di SkyTG24 il direttore dell'Istituto di medicina legale dell'Università La Sapienza, Paolo Arbarello. "C'è stato un solo colpo che ha provocato una lesione che ha determinato la morte immediata - ha detto - è stata una morte immediata, qualunque soccorso non sarebbe valso a cambiare le cose". "L'equipaggiamento - ha aggiunto Arbarello - era assolutamente adeguato, c' erano tutte le protezioni adeguate, è stata una circostanza assolutamente sfortunata".

Nuovo ordigno contro gli italiani - E nel giorno dei funerali poteva essere un'altra giornata di lutto per i militari italiani in Afghanistan: un ordigno è esploso infatti al passaggio di un convoglio a circa tre chilometri da Camp Arena, il quartier generale italiano ad Herat, ma l'esplosione è stata ritardata da uno speciale dispositivo elettronico di cui sono dotati i blindati Lince: nessun ferito, solo leggeri danni a due mezzi.

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