"La lapidazione di Sakineh potrebbe essere annullata"

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E' forse a una svolta il caso della donna condannata a morte per adulterio. Secondo il capo della magistratura dell'Azerbaijan iraniano, infatti, "tutto è possibile". Mobilitazione per i due giornalisti tedeschi incarcerati da Teheran

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La condanna a morte per lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani potrebbe essere cancellata.
La danza di decisioni e smentite vede in queste ore la dichiarazione rilasciata alla Fars da Malek Ajdar Sharifi, capo della magistratura dell'Azerbaijan iraniano, in cui ricade Tabriz, dove si è tenuto il processo alla donna per i reati di omicidio e adulterio.
"Tutto è possibile", ha detto, senza specificare se solo la lapidazione è oggetto di revisione, mentre resterebbe in vigore un'esecuzione da eseguire con altri mezzi. Sharifi ha aggiunto che diverse "ambiguità" pesano sulle "prove" raccolte nel caso, e ciò ha portato a un rinvio del verdetto definitivo.
Le parole di Sharifi giungono contemporaneamente alle pressioni esercitate da Teheran sulla donna e la sua famiglia.
Sakineh aveva detto di voler denunciare i due giornalisti tedeschi arrivati in Iran per intervistarla, e ora in carcere, mentre il giorno prima il figlio della donna aveva ammesso la colpevolezza della madre nell'omicidio del marito ma aveva chiesto clemenza per lei. Si è trattato, in entrambi i casi, di dichiarazioni pronunciate durante conferenze stampa o eventi architettati dal regime degli ayatollah.

Appello per la liberazione dei due giornalisti tedeschi - Intanto un centinaio di personalità tedesche, tra cui vari ministri, imprenditori e atleti del calibro del campione di F1 Schumacher sono scesi in campo per la liberazione dei due giornalisti tedeschi arrestati in Iran.
In un appello - pubblicato dal settimanale Bild am Sonntag la testata dei due reporter inviati per seguire la vicenda Sakineh e arrestati in Iran - si chiede la liberazione dei giornalisti.
"Devono essere liberati e ritornare in Germania il più rapidamente possibile. Dedicherò tutti i miei sforzi" per questo obiettivo, ha detto il ministro degli Esteri Guido Westerwelle tra i firmatari con i 'colleghi' della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, delle finanze, Wolfgang Sch„uble, e del Lavoro, Ursula von der Leyen.
L'appello riporta le firme, tra gli altri, anche dei leader dei partiti di opposizione - il socialdemocratico Sigmar Gabriel, Green Jrgen Trittin e il capo della 'sinistra' Gregor Gysi - del presidente di Deutsche Bank, Josef Ackermann, del numero uno di Deutsche Telekom, Rene Obermann, di quello della Bmw. Tra i campioni dello sport, oltre a Michael Schumacher, anche il calciatore Philipp Lahm. E, ancora, all'appello ha aderito anche il Nobel per la Letteratura Herta Mller.

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