Terremoto nel Pacifico, revocata l'allerta tsunami

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Ore di paura nell'arcipelago di Vanuatu, Nuova Caledonia e Fiji. La scossa di magnitudo 7,6 ha generato un’onda anomala, per fortuna di piccole dimensioni. Il 26 dicembre 2004 la tragedia nell’Oceano Indiano

Esattamente sei anni dopo lo tsunami che devastò l'Oceano indiano, causando 230mila vittime, un allarme lanciato dopo un forte terremoto al largo dell'arcipelago di Vanuatu, nel Pacifico sud-occidentale, ha fatto temere una nuova catastrofe di Natale. Ma l'altezza dell'onda è stata presto ridimensionata e l'allarme è stato revocato. Non si ha notizia di danni a cose o persone.

La scossa, di magnitudo 7,6, è stata registrata poco dopo la mezzanotte locale a una profondità di 33 chilometri al largo di Vanuatu, un arcipelago fra le isole Figi e l'Australia situato sulla 'cintura di fuoco' del Pacifico.
Il Centro di allerta tsunami per il Pacifico, con sede nelle Hawaii, ha subito lanciato l'allarme per Vanuatu, la Nuova Caledonia e le Figi. "Un terremoto di tale entità ha il potenziale per generare uno tsunami distruttivo. Le autorità della regione dovrebbero adottare i provvedimenti appropriati per questa eventualità", ha avvertito il bollettino del Centro allerta tsunami.

Circa due ore dopo, lo stesso Istituto ha revocato l'allarme, spiegando che l'onda aveva superato di soli 15 centimetri il livello abituale del mare.
Gli abitanti di Vanuatu e della Nuova Caledonia hanno riferito di aver avvertito il terremoto ma di non aver visto onde più alte del solito. Un dipendente di un albergo a Port Vila, la capitale di Vanuatu, ha riferito che molti clienti, impegnati nel cenone della vigilia di Natale, sono subito scappati fuori. "Abbiamo osservato il mare per qualche minuto, ma non è successo nulla. La radio non ha diffuso un allarme tsunami", ha detto l'impiegato.

Il 26 dicembre 2004 un terremoto di magnitudo 9.1 al largo di Sumatra causò un devastante tsunami nell'oceano indiano provocando 230mila morti in 11 paesi, di cui 168mila in Indonesia.

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