Assedio di Sarajevo, online il museo virtuale

Un'immagine di Sarajevo durante l'assedio
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Per ricordare i 44 mesi che misero in ginocchio la città bosniaca è stato messo in rete un percorso che racconta la vita quotidiana per tentare di sopravvivere

E' stata una delle guerre più sanguinose degli ultimi anni, un conflitto che ha lasciato ferite profonde. Per non dimenticare l'assedio di Sarajevo, un'agonia durata 44 mesi (dall'aprile 1992 a febbraio 1996), l'Università della capitale bosniaca ha deciso di lanciare sul web un museo virtuale (raggiungibile cliccando qui) che racconti, attraverso filmati e attività multimediali, la vita quotidiana negli anni della guerra. Il progetto è stato presentato nel Museo di storia di Sarajevo e andrà a completamento di una mostra permanente dedicata allo stesso argomento.

Come ha detto all'agenzia Fena la responsabile del progetto Selma Rizvic, sarà possibile per chiunque abbia voglia avvicinarsi maggiormente e studiare i dettagli dell'assedio della città. Sul sito si racconta in bosniaco e in inglese la vita degli abitanti di Sarajevo privi di luce, acqua, riscaldamento, cibo e in una situazione di pericolo continuo. Durante i quasi quattro anni di assedio messo in atto dai serbo-bosniaci al comando di Radovan Karadzic e Ratko Mladic, persero la vita oltre 10mila civili, tra i quali 1500 bambini.

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