Le dieci città dove l'aria è irrespirabile

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Pechino, Nuova Delhi, ma anche Mexico City, Hong Kong e, sorprendetemente, Kabul. Ecco le capitali dell'inquinamento, secondo la rivista finanziaria 24/7 Wall St. GUARDA LE FOTO

LE CITTA' PIU' INQUINATE: GUARDA LE FOTO

di Carola Frediani


Proprio mentre stanno per concludersi i negoziati Onu sul clima in corso a Cancun, ritorna l'allarme smog per alcune importanti città mondiali. Che, per l'improvvisa crescita di popolazione e di traffico, i sistemi di riscaldamento rudimentali, o la prossimità di aree industriali, sono diventate così inquinate da costituire una seria minaccia per la salute dei propri abitanti.

Dieci sono le capitali dell'atmosfera irrespirabile. A stilare l'infausta classifica la rivista finanziaria 24/7 Wall St., che ha analizzato una serie di studi condotti negli ultimi anni, prendendo in considerazione soprattutto tre elementi: l'anidride solforosa, un gas particolarmente irritante per occhi e apparato respiratorio, che viene prodotto dalla combustione di carburanti; il diossido di azoto, un gas che causa bronchiti e malattie polmonari, sprigionato da generatori, centrali elettriche e veicoli; e infine i particolati, noti anche come polveri sottili, ovvero quelle sostanze sospese in aria, che possono comprendere piombo, polveri, ammoniaca e minerali vari, e che provocano tumori ai polmoni.

Al primo posto di questa grigia top ten svetta Pechino, la capitale cinese, che ultimamente è sempre più immersa in una nuvola pericolosa. Tant'è vero che le scuole hanno sospeso le attività all'aperto e ai soggetti a rischio - malati, bambini, anziani - si consiglia di non uscire. Solo nel 2008, in occasione delle Olimpiadi, poiché il traffico era stato dimezzato, c'era stato un miglioramento; purtroppo solo temporaneo. Invece la medaglia d'argento, si fa per dire, la conquista la vicina India con Nuova Delhi, dove secondo la Harvard International Review due persone su cinque soffrirebbero di problemi respiratori.

Dopo Cindia il cerino passa all'America latina e in particolare a Santiago, in Cile, terza città sul podio, dove nel 2008 in alcuni giorni i livelli di particolato hanno raggiunto i 444 microgrammi per metro cubo (il tetto massimo di sicurezza fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è 50).  Al quarto posto Mexico City che, oltre a essere sovrastata da una densa cappa di smog, registra il più alto tasso di ozono a livello del suolo al mondo. Segue, forse sorprendentemente, Ulan Bator, la capitale della Mongolia, avvolta anch'essa da smog e particolato, mentre in sesta posizione ritroviamo una vecchia conoscenza di questo genere di classifiche, il Cairo, la capitale dell'Egitto.

Infine seguono due città cinesi, Chongquing e Guangzhou, inquinate soprattutto dalle vicine aree industriali; Hong Kong, che quest'anno ha raggiunto livelli tali di inquinamento da spingere il governo a sconsigliare di svolgere attività all'aperto; e infine, ancora con una certa sorpresa, Kabul. La capitale dell'Afganistan sconta infatti il convulso processo di inurbamento e i sistemi artigianali di riscaldamento adottati dai 5 milioni di abitanti.

Infine, anche se non rientra nella classifica di 24/7 Wall st., va segnalata Teheran. La capitale dell'Iran proprio in questi giorni sta attraversando uno dei suoi peggiori allarmi inquinamento: il governo ha fatto chiudere gli uffici, così come le scuole e le università. All'origine del peggioramento potrebbe esserci l'utilizzo di un carburante prodotto localmente in nome dell'autonomia energetica. Che però lascerebbe alquanto a desiderare dal punto di vista ecologico.

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