Nobel per la Pace, almeno 19 Paesi diserteranno la cerimonia

Il premio Nobel Liu Xiaobo
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Russia, Iraq, Afghanistan, ma anche Egitto, Ucraina e Pakistan: oltre ai cinesi, saranno molti i delegati delle nazioni che non presenzieranno al conferimento del premio al dissidente Liu Xiabo. E per Pechino potrebbero essere addirittura un centinaio.

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Sono 100, anzi no 19. Tra la Cina e il comitato norvegese per il premio Nobel è di nuovo guerra. Dopo l'assegnazione del riconoscimento a Liu Xiaobo, che ha fatto infuriare i vertici di Pechino, la querelle si sposta ora a Oslo, dove si terrà la cerimonia alla quale Xiabo non potrà partecipare, perché agli arresti.
Secondo gli organizzatori, saranno 19 i Paesi che diserteranno la cerimonia in segno di protesta per l'assegnazione del Nobel.

La Cina, dal canto suo, dice invece che i delegati delle Nazioni contrarie al conferimento (e che per questo non andranno ad Oslo) sono molti di più: una "vasta maggioranza" secondo il portavoce del ministero degli Esteri, Jiang Yu, composta da "più di 100 nazioni", che supporterebbero Pechino nel boicottaggio dell'evento, previsto per giovedì 10 dicembre.

Il direttore dell'Istituto dei Nobel, Geir Lundestad, ha subito ribadito che la maggioranza delle nazioni invitate sarà presente alla cerimonia.
Di certo c'è solo che finora, oltre alla Cina, hanno reclinato l'invito altri 18 Paesi. Si tratta di Russia, Kazakhistan, Colombia,Tunisia, Arabia Saudita, Pakistan, Serbia, Iraq, Iran, Vietnam, Afghanistan, Venezuela, Filippine, Egitto, Sudan, Ucraina, Cuba e Marocco.

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