Mr. Wikileaks tratta l'arresto con Scotland Yard

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Contatti tra gli avvocati di Assange e la polizia inglese. Proseguono le pressioni da tutto il mondo per fermare il sito. Negli Usa un avvertimento informale da Washington agli universitari: se postate in Rete i documenti non lavorerete mai per il governo

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Julian Assange starebbe trattando con la polizia britannica per il suo arresto. L'indiscrezione è stata pubblicata dal Times che parla di un gioco del "gatto col topo" tra Scotland Yard e il fondatore del sito che con la pubblicazione di migliaia di documenti riservati ha messo in imbarazzo i governi di mezzo mondo. E intanto, dalla Francia agli Usa, continuano le pressioni per bloccare il sito dell'hacker.

Le accuse e la richiesta di estradizione - Assange si troverebbe da oltre un mese in Gran Bretagna e, secondo fonti riportate dai media britannici, la polizia sa da allora dove si trova. In ottobre, all'arrivo nel Regno Unito con un visto di sei mesi, il capo di Wikileaks ha del resto fornito un indirizzo del sud est dell'Inghilterra e un numero di cellulare, ha detto il suo avvocato Mark Stephens.
La magistratura svedese, secondo il Times, ha fatto pervenire alla polizia britannica un mandato che elenca nei confronti dell'hacker australiano, un'accusa di stupro, due di molestie sessuali e una di coercizione illegale. Stephens, secondo quanto riporta il Daily Express, ha detto che Assange si è più volte offerto di incontrare gli investigatori svedesi presso l'ambasciata svedese a Londra o un commissariato britannico, una dichiarazione confermata dal suo collega svedese Bjorn Hurtig in una intervista alla Reuters.

Niente lavoro per chi linka Wikileaks su Facebook - "I documenti sono riservati e quindi se in futuro vorrete lavorare per il Governo Usa vi raccomando di non postare link a riguardo su Internet, né fare commenti su Facebook o su Twitter a riguardo". L'avvertimento rivolto via mail agli studenti della Columbia University arriverebbe da un ex studente che adesso lavora al Dipartimento di Stato.
Nel segnalare la notizia su Twitter, Wikileaks parla di "digital McCarthyism", in riferimento alla "caccia alle streghe" del senatore Usa negli anni 50.

"Temo per la mia vita" - I legali hanno detto che si batteranno in tribunale contro ogni tentativo di estradare il loro cliente dalla Gran Bretagna. Ieri, rispondendo sul sito del Guardian alle domande dei lettori, Assange aveva detto di temere per la sua vita, essendoci "superpotenze" tra i soggetti al centro delle rivelazioni diffuse da Wikileaks: "Le minacce per le nostre vite sono di pubblico dominio. Da parte nostra prendiamo tutte le precauzioni necessarie, ma nella misura in cui ciò è possibile trattandosi di superpotenze".

Donazioni bloccate -
Anche il sistema di protezione dei pagamenti online, Paypal, ha abbandonato Wikileaks a se stesso: in un comunicato diffuso sul suo sito, Paypal ha annunciato che non sosterrà più i trasferimenti di denaro verso il sito di Julian Assange. La motivazione, precisa il più diffuso sistema di pagamenti web, è che "Wikileaks ha violato la nostra policy, perché non possiamo essere utilizzati per sostenere attività che incoraggiano, promuovono o facilitano attività illegali. Nei giorni scorsi il dominio del sito era stato cancellato costringendo l'hacker, dopo un blackout di qualche ora, a creare un nuovo indirizzo svizzero.
In precedenza Wikileaks era stato sfrattato anche dai sistemi di Amazon.com e da Tableau Software, la compagnia che aveva realizzato e pubblicato i grafici dei cablogrammi diplomatici Usa.

Il governo francese: "Oscurate Wikileaks" - Nel frattempo anche le autorità di Parigi stanno cercando di impedire che Wikileaks possa essere ospitato su server francesi, secondo una lettera scritta dal ministro dell'Industria Eric Besson. La lettera è stata inviata a funzionari del ministero dell'Industria e dice che Wikileaks è in parte ospitato da server della compagnia francese OVH da quando Amazon non lo ospita più. "Vi prego di indicarmi il più presto possibile che azione si possa intraprendere per assicurarsi che il sito Internet non sia più ospitato in Francia", ha scritto Besson. "Questa situazione è inaccettabile. La Francia non può ospitare un sito Internet che viola i segreti delle relazioni diplomatiche e mette in pericolo le persone".

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