Wikileaks: "Putin in Italia a spese del premier"

Silvio Berlusconi insieme con Vladimir Putin
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Pubblicati nuovi documenti segreti della diplomazia americana. "I contratti di gas a lungo termine influenzano le politiche italiane verso Mosca”. Intanto Frattini respinge le accuse: “Nessuno decide a nome dell'Italia"

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"La relazione personale tra Putin e Berlusconi è un elemento chiave dei rapporti Italia-Russia, con Putin e la sua famiglia che fanno lunghe visite a Berlusconi nella sua residenza di famiglia in Sardegna a spese del premier".
E' quanto si legge in uno dei nuovi documenti pubblicati da Wikileaks, proveniente dall'ambasciata Usa di Mosca e datato 20 maggio 2009.
"Le relazioni economiche, specialmente i contratti di gas a lungo termine, sono un altro pilastro delle relazioni Italia-Russia e influenzano le politiche italiane verso Mosca", prosegue il 'cable'.
Nel cablogramma si spiega inoltre che "il rappresentante dell'Eni viene spesso chiamato il secondo ambasciatore d'Italia in Russia".
"Se l'Italia - conclude - dovesse smettere di contenere le politiche degli Stati europei verso la Russia, il governo russo avrebbe probabilmente bisogno di cambiare i propri calcoli politici".

Frattini: "Nessuno può decidere a nome dell'Italia" - Intanto, proseguono le polemiche e le reazioni dopo la diffusione dei file segreti dell'amministrazione americana, in particolare sui presunti condizionamenti subiti dall'Italia per ciò che concerne la politica energetica. "Nessuno può decidere a nome del nostro Paese", dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenendo alla registrazione del programma 'In mezz'ora' di Lucia Annunziata.
In collegamento dal Bahrein dove ha partecipato al Managua Dialogue, Frattini ha sottolineato che "l'Italia ha un interesse nazionale nella sicurezza e nell'indipendenza energetica".
"La nostra strada è la differenziazione", che passa "dalla Russia, dalla Libia, dall'Algeria e dai Paesi del Golfo": "Queste quattro fonti di approvvigionamento energetico formano il piano di sicurezza nazionale". "Su questo decide l'Italia e soltanto l'Italia", ha proseguito il ministro, sottolineando che il nostro Paese non si è mai sottratto a un "impegno di trasparenza" con gli Stati Uniti.
Frattini ha smentito quindi le presunte "frizioni" emerse dai documenti di Wikileaks in merito ai rapporti di Silvio Berlusconi con la Russia.
Il ministro ha poi raccontato l'incontro avuto con l'ambasciatore americano, Richard Morningstar, inviato speciale di Barack Obama per l'energia. L'amministrazione Usa ha "ringraziato" l'Italia "per la trasparenza con cui abbiamo affrontato il dossier energetico", ha spiegato Frattini. "Fu (il segretario di Stato) Hillary Clinton a chiedermi quali fossero le decisioni e le intenzioni dell'Eni su South Stream. A seguito della richiesta, organizzai un incontro negli Stati Uniti dove Paolo Scaroni espose all'Amministrazione americana il piano strategico dell'Eni".

"Non ci può essere un conflitto tra il premier e la Farnesina" - Frattini, pur chiarendo di non voler entrare nel merito dei documenti diffusi da Wikileaks, ha respinto le critiche di chi lo aveva definito nei cablogrammi "poco più di un messaggero" di Berlusconi: il compito della Farnesina "non è quello di contrapporsi" al premier nella politica estera.
"Non c'è mai stata in Italia e non deve esserci una Farnesina antagonista del presidente del Consiglio", ha avvertito Frattini che ha ribadito invece l'importanza dei rapporti personali di Berlusconi per la politica estera del nostro Paese. "Non ci sono solo rapporti di forza e di potere, ma anche rapporti umani", ha sottolineato Frattini, "occupandosi della Russia, Berlusconi ha fatto sempre e solo gli interessi dell'Italia non avendo alcun desiderio, né necessità, di occuparsi di affari privati".
Tra i risultati ottenuti dal premier per l'Italia grazie ai suoi rapporti personali, Frattini ha portato ad esempio gli accordi con la Libia di Muammar Gheddafi "con cui i precedenti governi hanno negoziato senza risultati" e la mediazione con la Turchia: "Tutti sanno che è stato Berlusconi a far cadere il veto di (Recep Tayyp) Erdogan sulla nomina del nuovo segretario generale della Nato", ha sottolineato. Infine, incalzato dalle domande di Lucia Annunziata, Frattini è entrato nel merito di un cablogramma in cui l'ex vicepresidente americano, Dick Cheney, criticava la posizione italiana in occasione del conflitto russo-georgiano dell'estate 2008.
"Noi ritenevamo che la posizione di Dick Cheney non corrispondesse alla corretta azione da compiere", ha sottolineato Frattini, "isolare la Russia sarebbe stato un errore ed era auspicabile avviare un dialogo". "La politica italiana con la Russia si è rivelata giusta, mentre fu sbagliata quella della precedente amministrazione Usa", ha proseguito Frattini mettendo l'accento sul rapporto di collaborazione di oggi tra Washington e Mosca e sul ruolo dell'Italia.

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