Wikileaks: I festini rovinano la salute a Berlusconi

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
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Nuove rivelazioni del sito fondato da Julian Assange. Secondo El Pais, Gianni Letta (che smentisce) avrebbe definito il premier "politicamente e fisicamente debole". Nei file anche il caso Marrazzo e i dubbi del Cavaliere sulla fedeltà dei servizi segreti

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La bufera annunciata da Wikileaks è solo all'inizio. Continuano, infatti, ad emergere nuovi stralci di dossier che hanno minacciato di mettere in imbarazzo le diplomazie mondiali.
Ancora una volta al centro dei cable (i file) del sito di Julian Assange c'è l'Italia, o meglio i rapporti tra Russia e Italia; la relazione tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il primo ministro Vladimir Putin. A poche ore dalle dichiarazioni di Hillary Clinton che ha parlato dell'amicizia storica tra il nostro paese e gli Usa, ecco dunque abbattersi un nuovo ciclone sulla politica estera italiana.

La salute di Berlusconi - Il quotidiano inglese The Guardian, pubblica in grande edivenza un articolo che racconta attraverso i dispacci da e per l'ambasciata di Roma, nuovi retroscena nei rapporti Italia e Russia e sulla vita privata di Silvio Berlusconi (leggi tutti i dettagli). Secondo il giornale britannico in un dispaccio dell'ambasciata Usa a Roma dell'ottobre del 2009, viene riportata una confidenza di un personaggio politico del Pdl secondo cui "i risultati dei test medici su Silvio Berlusconi hanno rivelato un vero disastro. Siamo tutti preoccupati della sua salute".
"Il fatto che (Berlusconi) faccia tardi la notte e la sua inclinazione alle feste implicano che non riposa a sufficienza", prosegue. Il personaggio politico vicino al Pdl ricorda inoltre che il presidente del Consiglio è svenuto tre volte in pubblico negli ultimi anni. Il cablogramma rivela anche un particolare della prima telefonata a Berlusconi dell'attuale ambasciatore americano a Roma, David Thorne: il premier "si assopì brevemente" durante la conversazione.

Cantoni e Gianni Letta - La notizia viene rilanciata da El Pais, che nella sua versione online cita un dispaccio (non presente sul sito di Wikileaks) secondo il quale Gianni Letta avrebbe detto all'ambasciatore americano "Berlusconi è fisicamente e politicamente debole", mentre il personaggio politico citato dal Guardian sarebbe, sempre secondo il quotidiano spagnolo, Gianpiero Cantoni, senatore Pdl e Presidente della Commissione Difesa del Senato.
Affermazioni smentite da Letta in una nota in cui afferma che "è vero esattamente il contrario di quanto si legge sui siti che raccolgono le presunte rivelazioni di Wikileaks, dove peraltro il mio nome non compare. Di fronte alle voci ed alle insinuazioni che volevano un Berlusconi depresso e senza energia, ho sempre smentito - in ogni sede, pubblica e riservata - tale circostanza e affermato la pura verità. E cioè, che il Presidente del Consiglio era ed è in piena forma, con la vitalità che tutti gli riconoscono e ha sempre affrontato ogni situazione con l'abituale determinazione e la 'grinta' di sempre".

Berlusconi chiese aiuto a Bush per le elezioni
- Sempre su El Pais si legge che Silvio Berlusconi, nell'ottobre del 2005, chiese "specificamente" all'ambasciatore degli Usa a Roma Ronald Spogli una riunione a Washington  con l'allora presidente americano George W. Bush "e di poter parlare davanti al Congresso degli Usa per migliorare le sua posizione in vista delle elezioni di aprile 2006".  Il documento, classificato come segreto e firmato da Spogli, afferma che Berlusconi, in quel periodo, aveva "otto punti di svantaggio nei sondaggi" e che il suo Governo era "minato da scontri interni e da una permanente recessione economica". Spogli, al termine del cablogramma, raccomanda prudenza alla Casa Bianca. "Dovremmo 1) offrire un elogio appropriato alla politica estera italiana senza pregiudicare i nostri rapporti con Prodi e 2) fare in modo che Berlusconi si impegni con noi sulla Russia e l'Iran", si legge sul documento riportato da El Pais

Il caso Marrazzo e i servizi segreti - Il nome di Cantoni riemerge in un altro dispaccio pubblicato da The Guardian, in cui si racconta come, durante una conversazione con un dirigente dell'ambasciata, il senatore del Pdl fosse stato raggiunto da una telefonata in cui Berlusconi gli confidava l'imminente arresto di quattro carabinieri coinvolto nel caso Marrazzo. Il dispaccio prosegue dicendo: "Cantoni told the Embassy officer that this case has convinced Berlusconi that he cannot trust his own intelligence services" (Cantoni disse al dirigente d'ambasciata che questo caso aveva convinto Berlusconi che non poteva fidarsi dei suoi servizi segreti) e in precedenza "Cantoni confided that Berlusconi believes the Italian intelligence services might have deliberately entrapped him in his alleged affair involving a minor" (Cantoni confidò che Berlusconi credeva che i servizi segreti italiani gli avessero deliberatamente teso una trappola con la presunta relazione con una minorenne).

Il Pd: "Berlusconi riferisca in aula" - Il Pd ha chiesto al premier Silvio Berlusconi di riferire in aula alla Camera sulle dichiarazioni dell'ex ambasciatore Usa a Roma, Ronald Spogli. Il presidente Gianfranco Fini ha chiesto al ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito di comunicare la disponibilità del governo a venire a riferire in Aula, si legge in una nota ufficiale della Camera. Ma il ministro ha spiegato che, trovandosi il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri in missione internazionale, non è stato possibile per ora contattarli.

Un rapporto dell'ambasciatore - In un altro documento, dal titolo "Relazioni tra Italia e Russia: il punto di vista di Roma", datato 26 gennaio 2009, e redatto dall'ambasciatore americano dell'epoca, Ronald Spogli, si mette in discussione la sottile linea rossa che tiene legati i due Paesi, si critica la politica energetica in atto e si punta il dito contro il Ministero degli Esteri Italiano.
Accuse, queste, alle quali ha immediatamente replicato il titolare della Farnesina Frattini. "Quello che conta sono le dichiarazioni pubbliche che il segretario di Stato (Hillary) Clinton ha fatto, sia per quanto riguarda l'importanza del lavoro italiano per riportare la Russia verso la Nato, sia per il ruolo di stabilizzazione che l'Italia ha giocato a favore della situazione georgiana durante la grande crisi dell'agosto del 2008".

Italia-Russia: rapporti troppo stretti - "Berlusconi considera Putin un amico personale e continua ad avere con lui più contatti che con qualsiasi altro leader mondiale. Durante la crisi della Georgia i due si parlarono ogni giorno". Questo quanto si legge nel faldone americano scritto dall'allora ambasciatore Usa in Italia, Ronald Spogli, diffuso da Wikileaks e pubblicato dal New York Times.
"Le basi di questa amicizia sono difficili da determinare. Berlusconi ammira lo stile macho, deciso ed autoritario di governo di Putin, che per Berlusconi è simile al suo stile. Putin ha dedicato molta energia nel conquistare la fiducia di Berlusconi", si legge ancora nel documento reso noto dal New York Times. Spogli afferma inoltre di aver saputo che durante i frequenti incontri tra i due "vengono scambiati regali costosi".

Gazprom e gli interessi sul gas - Ecco un altro tema ampiamente trattato nel documento segreto, ovvero gli accordi economici sul gas. "Gli scambi azionari tra Gazprom, Eni ed Enel e la divisione degli assets della Yukos" come titola uno stralcio pubblicato sul Corriere della Sera di giovedì 2 dicembre.
"Esponenti della maggioranza di centrodestra e dell'opposizione del Pd credono che Berlusconi e i suoi amici stiano approfittando personalmente e in modo generoso dei tanti accordi intercorsi tra L'Italia e la Russia. L'ambasciatore georgiano a Roma ci ha detto che il suo governo crede che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale dei profitti che vengono da ogni gasdotto costruito da Gazprom, in collaborazione con l'Eni". Questo quanto si legge nella relazione datata 26 gennaio 2009.
E ancora, sempre secondo quanto si apprende dai cablogrammi ottenuti da Wikileaks, "la visione dell'Eni sulla situazione energetica europea era in modo preoccupante simile a quella di Gazprom e del Cremlino e in alcuni casi allacciata con una retorica che platealmente ricorda l'era Sovietica: secondo l'Eni, la vera minaccia per la sicurezza energetica europea non è la Russia ma l'Ucraina. E la soluzione, secondo l'Eni, è quella di fare affidamento su più connessioni più dirette con i giacimenti di gas russo e la necessità di gasdotti che non transitino per l'Ucraina".

Berlusconi: "Curo solo gli interessi dell'Italia" - A cronisti che, a margine del vertice dell'Osce, gli hanno chiesto un commento sulle ultime rivelazioni di Wikileaks il premier italiano ha risposto che "gli Stati Uniti hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro paese, che non ci sono assolutamente interessi personali ma che io curo soltanto l'interesse degli italiani e del mio paese".

Eni avrebbe giornalisti a libro paga - Continuando a leggere i documenti pubblicati emerge che secondo gli americani, "c'è anche il sospetto che l'Eni abbia dei giornalisti sul proprio libro paga". "I membri - continua il documento - di ambedue gli schieramenti ci hanno detto che l'Eni è uno dei maggiori contribuenti finanziari a diversi think-tank, alcuni dei quali tengono eventi sull'importanza delle relazioni Italia-Russia. A uno di questi eventi nel 2007, ai rappresentanti di Eni e di Edison sono stati dati 30 minuti ciascuno per parlare, mentre a quattro ministri degli Esteri e a un sostituto del ministro degli Esteri appartenenti a cinque stati all'ex Unione Sovietica è stata concessa in tutto un'ora.

Farnesina - Nel faldone di documenti ci sono anche accuse rivolte alla Farnesina e al ministro Frattini accusato di essere mero portavoce del presidente del Consiglio. "A livello professionale, risorse e esperienza sono scarse", così reciterebbe un cable anche in questo caso siglato Spogli sul Ministero degli Esteri italiano, nel quale si afferma inoltre che il ministro Franco Frattini è "largamente considerato "solo il portavoce della politica russa del premier Berlusconi".

I link da tenere d'occhio - Per essere costantemente aggiornati, oltre al sito di Wikileaks (per l'occasione è stato creato il sottodominio cablegate.wikileaks.org) sono da seguire l'account Twitter del sito di Julian Assange e l'hashtag #cablegate (come indicato dai responsabili del sito).

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