Clinton: "Da Wikileaks attacco alla comunità mondiale"

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"La politica estera degli Usa è trasparente" dice il segretario di Stato americano, mentre le autorità Usa hanno aperto un'inchiesta sulla fuga di documenti. Irritazione dell'Onu per l'attività di spionaggio nei confronti del Palazzo di vetro

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L'amministrazione Obama, incassato il brutto colpo delle rivelazioni del sito Wikileaks sugli scambi di messaggi tra i suoi diplomatici, passa al contrattacco. Per il segretario di stato Hillary Clinto  la diffusione dei documenti "non è solo un attacco contro gli Stati Uniti ma a tutta la comunità internazionale". Clinton difende la "trasparenza" della politica internazionale di Washington. Ogni paese deve avere il diritto di avere "conversazioni schiette" con i diplomatici di altri paesi, ha detto, sottolineando che la politica estera degli Stati Uniti e' descritta da atti pubblici, non da "dichiarazioni personali", ed e' alla luce del sole.

"Da alcuni diplomatici mi è stato detto: non ti preoccupare, dovresti sapere quello che noi diciamo di voi" ha raccontato. Quindi, ha condannato l'iniziativa di Wikileaks sottolineando che "non c'è niente di coraggioso nel mettere a rischio persone e operazioni di funzionari che stanno facendo il loro lavoro". La diffusione dei documenti mira per la Clinton a "sabotare i rapporti di pace" tra i paesi.  Il segretario di Stato Usa, è intervenuto anche sulle rivelazioni relative all'Iran. "Le preoccupazioni sull'Iran - ha detto - sono fondate e ampiamente condivise e continueranno a dettare la nostra politica che cerca di evitare che Tehran acquisisca armi atomiche". 

La Clinton ha aggiunto che misure aggressive sono state adottate per evitare che la fuga di documenti possa ripetersi e per punire i responsabili. La Casa Bianca ha ordinato di rafforzare i dispositivi di sicurezza e le autorità Usa hanno aperto un'inchiesta penale sulla fuga dei documenti classificati, che WikiLeaks ha passato a cinque media mondiali.

"Noi condanniamo in modo fermo la diffusione di questo materiale. Diffondendo dati rubati e riservati, Wikileaks mette a rischio non solo la causa dei diritti umani ma anche la vita e il lavoro di molte persone": ha detto anche l'ambasciatore americano in Italia, David Thorne.  "Ho fiducia - ha aggiunto - che queste speculazioni non avranno alcun peso sulle nostre eccellenti relazioni".

Ma le reazioni al terremoto Wikileaks hanno attraversato la diplomazia internazionale
. La Francia ha fatto sapere di essere al fianco degli Stati Uniti, mentre il presidente afghano Hamid Karzai, tramite il suo portavoce, ha assicurato che non ci saranno ripercussioni negative nel rapporto con Washington.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, definito nella documentazione resa pubblica da Wikileaks "incapace e stanco per via dei festini selvaggi che frequenta" ha definito "falsità di funzionari di terzo o quarto grado, che vengono riportate dai giornali di sinistra" le rivelazioni di Wikileaks. Secondo il ministro del Esteri Frattini, invece "le rivelazioni di Wikileaks sono un gioco per destabilizzare il mondo".

Nella capitale russa, accusata nei file di essere il centro di uno "Stato della mafia", il ministro degli Esteri Serghei Lavrov liquida la pratica Assange con una battuta: "La pubblicazione di Wikileaks? Una pulp-fiction divertente. Nella nostra politica pratica preferiamo seguire i fatti concreti dei nostri partner e terremo questo approccio anche in futuro". "Che gran sorpresa!", ha chiosato con altrettanta ironia Vitaly Ciurkin, ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite.

Le rivelazioni di Wikileaks "non sono basate su vere fughe di notizie, ma fanno parte della guerra psicologica degli Stati Uniti": è invece la posizione il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, convinto che la documentazione - nella quale, tra l'altro, si dice che la Guida suprema, Ali Khamenei, ha il cancro - è "senza valore" e ha un "obiettivo malefico".

Dalle Nazioni Unite è emersa una certa irritazione dopo le informazioni su attività di intelligence Usa nei confronti del Palazzo di Vetro e anche sul segretario Ban Ki-Moon. "L'Onu - ha detto un portavoce - si fonda sul rispetto degli Stati membri degli impegni all'immunità".
Ancora più  piccata la reazione belga: il ministro degli Esteri, Steven Vanackere, ha definito "inquietanti" alcuni aspetti dalla diplomazia Usa.

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