Berlusconi vola in Libia. Gheddafi: "Solo l'Italia ci aiuta"

Il colonnello libico Muammar Gheddafi con il premier italiano Silvio Berlusconi
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Il premier raggiunge Tripoli per partecipare al vertice Africa-Europa, nonostante le polemiche sui suoi rapporti con il Colonnello svelati dal sito Wikileaks. Il leader libico all’Ue: “Dateci 5 miliardi, altrimenti non riusciremo a fermare l’emigrazione”

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Cinque miliardi di euro, o la Libia non potrà arginare quello che Gheddafi prospetta all'Unione europea come il vero e proprio "riversarsi di un intero continente in Europa". Nonostante la tempesta mediatica scatenata dalla pubblicazione dei documenti riservati americani da parte del sito Wikileaks (e che riguardano anche Gheddafi) il leader libico, avvolto in una tenuta tradizionale bianca con una fascia verde sulla spalla, ha accolto così dalla tribuna della terza Conferenza tra Unione Africana e Unione Europea i capi di stato e di governo di 80 paesi - tra loro il premier Silvio Berlusconi (chiamato in causa da Wikileaks anche per i suoi rapporti con il Colonnello).

"Per fermare l'immigrazione occorre fare qualcosa di consistente", ricorda il padrone di casa, che dà subito la dimensione di questa concretezza necessaria perché "altrimenti, un intero continente si riverserà in Europa". "Se l'Europa ci darà 5 miliardi di euro (richiesta già fatta ad agosto, ndr) - scandisce il Colonnello - la Libia potrà fermare l'emigrazione".

Nel corso del suo intervento di apertura del summit, Gheddafi ha ricordato che "la Libia è il filtro dell'immigrazione" che proviene da tutto il Continente africano. "Africa e Europa sono la colonna vertebrale del mondo e devono cooperare", ha affermato il Colonnello, ma ad esempio sull'immigrazione "l'unico Paese che collabora con noi è l'Italia. Grazie alla cooperazione con l'Italia abbiamo potuto avere un controllo dell'immigrazione". Per quanto riguarda la richiesta di 5 miliardi di euro annui all'Europa, il leader libico ha comunque sottolineato: "Noi non abbiamo bisogno di mendicare aiuti ma vogliamo investimenti".

Intanto, a proposito delle hostess italiane reclutate per partecipare ai viaggi promossi in Libia da Gheddafi, il quotidiano inglese The Guardian pubblica una parte del diario di una ragazza, Maria M., 28 anni, scritto durante la sua permanenza nel paese africano. La ragazza scrive che ogni hostess “arruolata” ha ricevuto un compenso di 3 mila euro.
Anche nel corso dell’ultima visita di Gheddafi in Italia suscitarono non poche polemiche le feste e gli incontri organizzati con alcune ragazze italiane.

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