"L'Arabia Saudita spinse per una guerra all'Iran"

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad
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Dai documenti riservati pubblicati da Wikileaks emergono diversi dettagli sul regime di Teheran: gli Usa temevano un attacco con missili in grado di colpire Mosca o una capitale europea

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L'Iran, il nucleare e una possibile guerra promossa dagli Stati Uniti. Tra i numerosi documenti riservati diffusi da Wikileaks e ripresi da molti quotidiani e settimanali internazionali, una parte cospicua è dedicata alla dittatura di Teheran e ai burrascosi rapporti con i suoi vicini.

L'Arabia spinge per il conflitto - Secondo quanto scrive il sito del The Guardian, sulla base dei documenti diplomatici visionati, il re Saudita Abdullah "ha ripetutamente esortato gli Usa ad attaccare l'Iran per mettere fine al suo programma di armamento nucleare".
L'ambasciatore saudita a Washington, Adel al-Jubeir, scrive il Guardian, in un incontro nell'aprile 2008 con il generale Usa David Petraeus "disse di tagliare la testa al serpente".
I cablogrammi diplomatici esaminati dal Guardian svelano inoltre, fra le altre cose, che "dirigenti in Giordania e nel Bahrein hanno chiesto ripetutamente che il programma nucleare iraniano fosse formato con qualsiasi mezzo, compreso quello militare"; che "i leader in Arabia Saudita, negli Emirati arabi uniti (Eau) ed Egitto hanno fatto riferimento all'Iran come ad una "minaccia esistenziale" e "malvagia" e ad una "potenza che ci porterà alla guerra".

Israele e l'incubo di un Iran nucleare - Lo scorso febbraio, inoltre - scrive ancora il sito del Guardian -, il segretario alla difesa Usa, Robert Gates, ha avvertito che se gli sforzi diplomatici nei confronti dell'Iran fossero falliti "rischiamo la proliferazione nucleare nel Medio Oriente, una guerra innescata da un blitz israeliano o entrambe le cose".
Il capo dell'intelligence militare israeliana, gen. Amos Yadlin, l'anno scorso ha ammonito che "Israele non può permettersi di sottovalutare l'Iran e di essere colto di sorpresa, come lo furono gli Stati Uniti l'11 settembre 2001", scrive ancora il giornale. E nel maggio dello scorso anno il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, secondo i documenti svelati, disse a dirigenti americani di essere d'accordo con il presidente egiziano, Hosni Mubarak, che un "Iran nucleare" avrebbe indotto altri Paesi della regione a sviluppare armi atomiche, fatto che produrrebbe "la più  colossale minaccia agli sforzi di non proliferazione dai tempi della crisi dei missili cubani".

I timori di un attacco all'Europa e agli Stati Uniti - Da un file consegnato da Wikileaks al  New York Times emerge inoltre che per gli americani l'Iran ha ottenuto dalla Corea del Nord missili sofisticati capaci di colpire l'Europa occidentale e gli Stati Uniti. Dai documenti emergono le preoccupazioni dell'Ue e degli Usa in merito alla volontà del regime di Teheran di utilizzare queste armi, molto più potenti di quanto Washington aveva denunciato nelle dichiarazioni pubbliche. I 19 missili dalla Corea del Nord - avvertono i diplomatici americani - potrebbero dare per la prima volta all'Iran la capacità di colpire una capitale europea o Mosca e la loro avanzata propulsione può accelerare lo sviluppo iraniano di missili balistici intercontinentali.

Israele: no al dialogo - In un altro documento segreto, datato 18 novembre 2009, dirigenti del ministero della difesa israeliano hanno avvertito gli Stati Uniti che la politica di dialogo tentata dal presidente Barack Obama nei confronti di Teheran non sembrava destinata ad avere successo.
In questo incontro un rappresentante del Mossad - rimasto anonimo - ha sostenuto che l'Iran ambiva a "guadagnare tempo" per evitare sanzioni e cercare di acquisire al tempo stesso un potenziale atomico. Il Mossad disse allora che l'Iran cercava di raggiungere indenne la soglia del 2010-2011, entro la quale sperava di aver raggiunto la capacità di costruire un ordigno nucleare.

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