Aids, la pillola preventiva funziona

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Secondo uno studio internazionale condotto in sei Paesi, il farmaco ridurrebbe del 70% il rischio di contrarre l'infenzione. Potrebbe essere somministrato alle popolazioni a più alto rischio contagio

Una "pillola del giorno prima" per prevenire l'infezione da virus Hiv negli uomini. Il farmaco - da prendere una volta al giorno - è stato testato con uno studio internazionale condotto in sei Paesi ed i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista The New England Journal of Medicine.
Lo studio ha dimostrato un minore rischio del 70% di contrarre l'infezione nel campione di uomini cui il farmaco è stato somministrato quotidianamente.
"Si tratta - ha commentato il direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, Stefano Vella - di uno studio molto importante, che rappresenta un passo avanti nella lotta a questa malattia".
Altro discorso è l'applicazione pratica che un simile farmaco potrebbe avere: "Potrebbe essere destinato alla popolazione a più alto rischio di contagio - ha detto Vella - ma non si può pensare ad un suo utilizzo generalizzato".

La nuova pillola è la combinazione di due farmaci (emtricitabina e tenofovir) che hanno la funzione di interferire con l'abilità del virus Hiv di replicarsi nelle cellule e riduce, secondo lo studoo, del 44% il tasso di infezione da virus Hiv nel campione di uomini omosessuali considerati nello studio.
Inoltre, nel campione cui la pillola é stata somministrata ogni giorno la riduzione del rischio di contrarre l'infezione ha raggiunto il 70%. Lo studio è stato condotto nel periodo luglio 2007-dicembre 2009 da 11 centri in sei Paesi (Sudafrica, Tailandia, Peru, Brasile, Stati Uniti, America latina).
La pillola rappresenta un approccio di 'profilassi da pre-esposizione', e già suscita vari dubbi dal punto di vista etico: ad esempio, alcuni esperti si chiedono se la possibilità di ricorrere ad una pillola 'preventiva' non rischi di incoraggiare comportamenti sessuali pericolosi. Un simile approccio, ha ricordato Vella, "é stato già utilizzato nel caso della Sifilide, con la penicillina somministrata in via preventiva".
Nel caso dell'Aids, ha aggiunto, "si èdimostrato che la combinazione di farmaci data in via preventiva funziona, riducendo di molto la percentuale di contagio rispetto al gruppo cui era somministrato un farmaco placebo. Tuttavia - ha concluso Vella - non è ipotizzabile per questo nuovo farmaco un utilizzo generalizzato, mentre credo che la sua applicazione vada indirizzata alle fasce di popolazione maggiormente a rischio".

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