Il condom? “Per tutti, non solo per le prostitute”

1' di lettura

Così Don Gallo e l’immunologo Aiuti commentano l’apertura di Benedetto XVI al preservativo. La leader delle lucciole: “Grazie, ma lo usavamo già”. Luxuria: “Mossa obbligata”. Missori: “Un atto di carità, la dottrina non cambia”

GUARDA LA RASSEGNA STAMPA

Condom per tutti, non solo per le prostitute. All’indomani di quella che è stata definita la “svolta storica” di Benedetto XVI che, nel libro intervista del tedesco Peter Seewald ha aperto al preservativo "in alcuni casi", sono in molti a polemizzare sul fatto che l’uso del preservativo non può essere circoscritto solo a chi vende il proprio corpo. “Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta (nella versione originale tedesca la parola è però declinata al maschile, ndr) utilizza un profilattico, e questo può essere un primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv” ha detto Benedetto XVI nel libro anticipato dall’Osservatore romano.

Un’apertura “storica” che però fa discutere. “Non solo le prostitute, tutti devono usare il profilattico” sottolinea al Secolo XIX Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto noto per le sue prese di posizione al limite dell’ortodossia. Dello stesso parere l’immunologo Ferdinando Aiuti che, in un’intervista rilasciata a la Repubblica, dice: “E’ assurdo consentire il profilattico solo per i rapporti con le prostitute, che in occidente sono sieropositive solo in un caso su cento. Il vero problema sono i rapporti occasionali non protetti, il rischio di contagio è molto più alto tra la così detta gente normale. Lo testimoniano i numeri: ogni anno in Italia si registrano 4000 nuovi casi di infezione, di persone tra i 20 e i 50 anni”.

Sul caso intervengono anche le dirette interessate. "Ringraziamo per la giustificazione sull'utilizzo del profilattico ma si sappia che noi il profilattico già lo usavamo. Non aspettavamo il consenso della Chiesa" commenta Pia Covre, del Comitato diritti delle prostitute. E ammette che il passaggio del Papa l’ha colta di sorpresa anche perché potrebbe essere interpretata come una sorta di apertura verso la categoria. "Se c'è veramente un'apertura verso le prostitute - precisa Covre - sottolineo che Gesù l'aveva già fatta 2 mila anni fa". Sul rapporto tra prostituzione e uso del preservativo interviene anche Valerie Taccarelli, del direttivo del Mit (Movimento identità transessuale e trans gender) che attualmente lavora come operatrice di strada a Bologna per la riduzione del danno nella prostituzione: "Mai nessun cliente ha giustificato la richiesta di non usare il profilattico col fatto religioso. L'ipocrisia cattolica non ha limiti". Per Vladimir Luxuria l’apertura del Papa è una mossa obbligata. Oggi c'è una consapevolezza tale e così ampia sulla necessità del suo uso che chiunque chieda un rapporto sessuale senza profilattico è guardato con diffidenza. Nella quasi totalità dei casi" non c'è prostituta o trans che faccia sesso senza condom anche in cambio di grosse cifre” afferma all’agenzia di stampa Ansa.

Mossa obbligata, apertura verso la categoria, svolta storica. Sono diverse le interpretazioni date alle parole del Papa. Il fronte cattolico, però, ridimensiona la portata delle sue parole. Lo scrittore Vittorio Messori, autore di best seller sui fondamenti della fede cristiana, dalle pagine de La Stampa, sottolinea: “Quello di cui parla il Pontefice è un atto di carità. Da ciò non derivano conseguenze distruttrici sulla dottrina. Nulla viene scalfito nell’impostazione etica del magistero. Benedetto XVI si riferisce all’utilizzo del condom non a fini contraccettivi ma caritativi. Cioè, qui si tratta di una prostituta che chiede al suo cliente di mettere il preservativo per evitare il contagio”. Gli fa eco il direttore dell’Osservatore romano Giovanni Maria Vian intervistato a Il Corriere della sera: “Il suo è realismo. La dottrina resta contraria”. E mette in guardia: “Attenzione, nel testo ci sono analisi impressionanti: la condanna del turismo sessuale, della droga, la denuncia di un Occidente che ha oscurato Dio”.

Leggi tutto