Merkel: cinque anni di sconfitte trasformate in trionfi

La cancelliera tedesca Angela Merkel
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Il 22 novembre la Cancelliera tedesca festeggia il suo quinto anno alla guida della Germania. Nella sua carriera la donna di ferro è riuscita a conquistare ogni gradino del potere pur avendo perso molte sfide elettorali

Angela Merkel: cinque anni da Cancelliera. LE FOTO

di David Saltuari

Stando ai più recenti sondaggi, se si votasse oggi in Germania per i due partiti al governo sarebbe un disastro. La CDU di Angela Merkel rischierebbe di finire sotto il suo minimo storico, mentre i liberali della FDP, che solo un anno fa avevano sbancato con il 14%, farebbero fatica a superare la soglia di sbarramento del 5%. Ciononostante lunedì 22 novembre Angela Merkel può tranquillamente festeggiare il suo quinto anno da cancelliera, forte della fiducia appena incassata al congresso del suo partito che l'ha confermata come segretario con oltre il 90% dei voti.

D'altra parte la storia della Merkel è un susseguirsi di sconfitte trasformate in trionfi, di tenacia di ferro nascosta dietro a un'aria bonaria e rassicurante. La futura cancelliera inizia a fare politica attiva nel 1989, in una Repubblica democratica tedesca che sta per scomparire. Ricercatrice universitaria, specializzata in fisica quantistica, questa ragazza dell'est entra a far parte di Demokratischer Aufbruch, partito politico di opposizione nato negli ultimi mesi di esistenza della Ddr. Prima dell'unificazione fa ancora in tempo a diventare viceportavoce nel nuovo, veramente democratico stavolta, governo dell'ex paese comunista. Il suo partito si fonde con i democristiani della Cdu e Helmuth Kohl, l'elefantiaco cancelliere, sa di avere bisogno di rappresentanti dell'est da mettere nel primo governo riunificato. E così Angela diventa ministro per le Pari opportunità e per le politiche giovanili, ruolo nel quale inizia a farsi notare per il suo stile un po' nascosto, ma sempre deciso.

Il crollo del '98 e la sconfitta del 2002 – Nelle elezioni del 1998 finisce l'epoca di Kohl, trionfa la SPD e la CDU crolla sotto la soglia psicologica del 30%. Sulle macerie di questa sconfitta  la Merkel inizia a costruire il proprio percorso politico. I Cristiano democratici vengono travolti da una serie di scandali finanziari e nel caos tocca ad Angela assumersi la responsabilità di guidare il partito. Scarica il suo mentore, Helmut Kohl, colpevole di non aver dichiarato una donazione al partito, e decide di svecchiare, anche ideologicamente i cristiano-democratici. Il partito accetta la nuova guida, ma in vista delle elezioni del 2002 si preferisce candidare Edmund Stoiber, segretario dell'alleato gemello CSU. La Merkel, per quanto stimata, resta ancora una figura troppo femminile, troppo evangelica e troppo settentrionale per avere la piena fiducia di un partito a prevalentemente maschile e cattolico e forte nella Germania del Sud. Angela lascia fare e quando l'Union (l'insieme di CDU e CSU) viene sconfitta da Gerhard Schroeder, ridimensionare l'alleato bavarese e rafforza il proprio ruolo, proiettandosi come unica candidata per il futuro.

Il peggior risultato della CDU dal 1949 - A portarla alla guida della Germania non è però una vittoria. Nelle elezioni del 2005 la CDU raggiunge il suo minimo storico, il 27,7%, mai così in basso dal 1949. Ma il crollo della SPD e l'affermarsi della nuova formazione di sinistra Die Linke, porta a un Bundestag non governabile. Si opta per una Grosse Koalition. La Merkel acconsente a cedere ai socialisti alcuni ministeri chiave ottenendo in cambio il cancellierato. Frau Angela conquista quattro primati: è la prima donna a guidare la Germania, è il cancelliere più giovane, è il primo politico dell'ex Ddr a raggiungere i vertici della Germania ed è il primo scienziato a diventare capo del governo tedesco. Ed è proprio con il pragmatismo dello scienziato che riesce a dare vita a uno dei governi più produttivi e stabili della storia tedesca. Accantona le aspirazioni riformatrici e adotta una politica molto tradizionalista. L'elettorato cristiano democratico si sente rassicurato, mentre chi paga il prezzo più alto sono i socialisti.

Vincere perdendo - Alle elezioni del 2009 la CDU scende di un altro 0,7%, conquistando un altro minimo storico. Ma di fronte al crollo della SPD (-11%) a favore di Die Linke e Verdi, la Merkel emerge come grande trionfatrice. Lascia i socialisti e imbarca i liberali di Guido Westerwelle, che con il 14,6% sono al loro massimo storico, dando vita a quella che viene ribattezzata Traumkoalition, la coalizione dei sogni. Ora, a poco più di un anno dal voto la Merkel si trova circondata da ministri che si insultano via stampa e il paese che sembra averle voltato le spalle. Ma la cancelliera, che da ragazza era costretta a cantare gli inni a favore di Honecker e ha visto cadere il muro, resta ottimista e sa che il futuro potrebbe essere più Verde del previsto.

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