Guantanamo, un imputato assolto da 285 accuse

La base americana di Guantanamo
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Si chiama Khalid Sheikh Mohammed ed è il primo detenuto della base ad affrontare il processo civile anziché quello militare. Rischia comunque l'ergastolo per l'ultima accusa rimasta in piedi: cospirazione per distruggere beni di proprietà degli Usa

Una corte federale di New York ha assolto da 285 capi d'accusa su 286 il primo detenuto di Guantanamo che ha affrontato un processo civile.
Khalid Sheikh Mohammed non è stato riconosciuto colpevole per gli attentati alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania che uccisero 224 persone nel 1998.
L'unico capo di imputazione riconosciuto dai giudici è la cospirazione per distruggere beni di proprietà degli Usa: per questo motivo rischia comunque una condanna tra i 20 anni e l'ergastolo.

La sentenza a sorpresa è un duro colpo alla già debole prospettiva di processare i prigionieri di Guantanamo in tribunali civili anziché militari.
Una delle promesse di Barack Obama, appena eletto, fu quella di chiudere la prigione della base americana a Cuba, e cambiare la direzione rispetto al passato.
Ghailani, cittadino della Tanzania di 36 anni, si è sempre professato innocente, ma si è scusato con le vittime.

Accusato di essere un militante di Al Qaeda. Secondo gli investigatori aveva acquistato materiale esplosivo sapendo che sarebbe stato utilizzato per le stragi in Kenya e Tanzania.
Ghailani, ha ammesso sia di aver incontrato leader di Al Qaeda, tra cui Osama Bin Laden, sia di aver fornito il materiale esplosivo ai terroristi. Ma ha sempre sostenuto di non sapere come lo avrebbero utilizzato. Il processo di era aperto, senza un testimone chiave, il 12 ottobre.

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