La dieta mediterranea diventa patrimonio dell'umanità

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Gli esperti dell'Unesco, riuniti a Nairobi, hanno inserito nella lista dei beni immateriali anche la gastronomia francese. L'Italia dedica l'evento al sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso dalla mafia in settembre

La dieta mediterranea e la gastronomia francese entrano nella lista dei patrimoni immateriali dell'umanità stilata dall'Unesco. Gli esperti, riuniti a Nairobi, hanno deliberato sulle due cucine: l'approvazione del pasto francese è andata via liscia, quella della dieta mediterranea ha incontrato qualche intoppo.

Colpa dell'Albania e del suo duro intervento in merito alle candidature che potrebbero avere valore commerciale. Talmente duro da aver per un attimo portato la discussione in un'impasse, al punto che pareva venisse rinviata al giorno successivo.
Un paio d'ore dopo, l'Albania ha ritirato le sue contrarietà e, pur con una certa cautela, la delegazione italiana si mostrava ottimista. La situazione si è sbloccata e la candidatura della dieta mediterranea, sostenuta da Italia, Spagna, Grecia e Marocco, è stata approvata.
Un riconoscimento che, racconta il membro della delegazione italiano Pier Luigi Petrillo, è stato dedicato "al sindaco di Pollica Angelo Vassallo", ucciso in un agguato lo scorso 5 settembre e che aveva sempre promosso la sua terra, il Cilento, come patria della dieta mediterranea.
Secondo la Coldiretti, che per festeggiare ha organizzato la prima maxispaghettata "Doc" in Campidoglio a Roma (prima ancora dell'approvazione dell'Unesco), i prodotti della dieta mediterannea made in Italy valgono 200 miliardi. Tanto spendono in un anno italiani e stranieri per acquistare pasta, olio, vino, conserve di pomodoro, frutta e verdura. Il turismo enogastronomico nel Belpaese vale invece cinque miliardi di euro.

Diverso l'iter seguito dalla gastronomia francese, la prima di un Paese ad entrare nella lista dell'Unesco. Ad essere protetti dall'ente internazionale non saranno quindi solo i cibi tipici francesi ma anche i riti e la presentazione a tavola.
Per la Francia si tratta di salvare un rito familiare, quello del pasto dei giorni di festa in particolare, che è a rischio mentre i pasti del francese medio si fanno sempre più fugaci.

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