Guantanamo, il governo inglese paga e evita il processo

Guantanamo
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Maxi risarcimento in arrivo per alcuni ex detenuti del carcere di massima sicurezza americano. L’accordo extragiudiziale è stato voluto dal premier britannico David Cameron per evitare la divulgazione di documenti e informazioni riservate

Il governo britannico ha accettato di risarcire un gruppo di ex detenuti di Guantanamo che aveva avviato un procedimento giudiziario contro gli apparati di sicurezza accusati di essere coinvolti nel programma Usa di  interrogatori “duri” condotti all'estero. L'annuncio dell'accordo extra giudiziale verrà letto alla Camera dei comuni  nelle prossime ore, probabilmente dal segretario della Giustizia, Ken Clarke. Del gruppo di detenuti fanno parte una dozzina di cittadini o residenti in Gran Bretagna che hanno trascorso un periodo di  detenzione nel carcere speciale americano. L'accusa di complicità nelle torture investe le agenzie di intelligence britannica e tre ministeri del governo.

La decisione è stata presa per evitare che in un processo pubblico fossero divulgati documenti e decisioni ancora classificate o comunque giudicate delicate per la sicurezza nazionale. Lo scorso maggio, un tribunale d'appello aveva decretato che il  governo non avrebbe potuto fare leva su "prove segrete" per difendersi contro i querelanti. E a luglio, l'Alta corte aveva ordinato la pubblicazione dei circa 50mila documenti relativi al caso. Era stato allora che il premier, David Cameron, aveva lasciato intendere la sua disponibilità al raggiungimento di un accordo extra giudiziale con gli ex detenuti  del carcere speciale americano. Per preparare il caso, erano stati mobilitati un centinaio di funzionari dei servizi di intelligence. "I nostri servizi sono paralizzati dalle carte nel cercare di difendersi  in tribunale in casi complessi con regole incerte. La nostra  reputazione come Paese che crede nei diritti umani, nella giustizia, nella correttezza e nella legge, che in larga misura i servizi devono proteggere, rischia di essere messa in discussione", aveva dichiarato il premier allora. Il Guardian parla di un compenso del valore di "milioni di sterline", più di un milione dei quali a uno solo dei querelanti,  frutto di settimane di negoziati fra il governo e i legali degli ex  detenuti.

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