Francia, rimpasto di governo per uscire dall'impasse

Il presidente Sarkozy insieme al primo ministro Fillon
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La squadra che accompagnerà Sarkozy alla sfida per la riconferma all'Eliseo, nella primavera 2012, è ancora capitanata dal primo ministro Francois Fillon. Il presidente francese mira a rafforzare la sua posizione a 18 mesi dalle consultazioni

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Fillon 2 o il nuovo governo del "super primo ministro" come lo ha qualificato il quotidiano Libération: rimpasto all'insegna della continuità e del rafforzamento per l'esecutivo di Nicolas Sarkozy, che tra domenica 14 e lunedì 15 novembre ha modificato la composizione governativa.
E' la settima modifica dell'esecutivo da quando è stato eletto nel maggio 2007, e questa nuova formazione potrebbe portarlo alle presidenziali del 2012 (salvo nuovi cambiamenti, dato che ad oggi il governo francese ha assistito a una media di due rimpasti l'anno, con un picco di tre nel 2010). O, quantomeno, fronteggiare i sondaggi in discesa dopo la riforma delle pensioni, l'affaire Bettencourt, la legge sul divieto del burqa e la ricomparsa sulla scena politica di Dominique de Villepin, delfino di Chirac ed eterno rivale di Sarkò.

François Fillon, primo ministro e fedelissimo di Sarkozy, ha rassegnato le sue dimissioni sabato per essere riconfermato alla guida dell'esecutivo il giorno successivo. Il nuovo governo vede il mantenimento di alcune figure chiave nei posti di rilievo: Christine Lagarde resta ministro dell'Economia, François Baroin del Bilancio (oltre ad essere stato nominato portavoce), Brice Hortefeux dell'Interno.
Alla Difesa, Hervé Morin è stato sostituito con Alain Juppé, una mossa preannunciata nei giorni precedenti al rimpasto da Juppé stesso, ex premier e legato all'ex presidente Chirac. Michelle Alliot-Marie è passata dal ministero della Giustizia a quello degli Esteri, prendendo il posto di Bernard Kouchner.

Le novità, però, vanno lette al di là della composizione dei singoli ministeri.
Il governo aveva annunciato tagli e austerità, il numero dei suoi membri in effetti è sceso da 38 a 31, primo ministro compreso. Ma i ministri sono saliti da 17 a 23, mentre i restanti otto sono segretari di stato. La parità tra uomini e donne è lungi dall'essere realizzata: 11 le donne, 20 gli uomini.
L'apertura a tutti i partiti inaugurata da Sarkozy nel 2007 è naufragata: è rimasto solo Eric Besson, ex socialista ormai tesserato Ump, il partito della maggioranza.
Sparito il ministero dell'Immigrazione e ridimensionati i ministri di origine straniera, restano solo Jeannette Boughrab (segretario di stato alla gioventù e alla vita associativa), Nora Berra (Sanità) e Marie-Luce Penchard (ministro per l'Oltremare). Rama Yade, di origine africana e ormai ex segretaria di stato allo Sport nota per aver spesso espresso punti di vista in aperto conflitto con le scelte di Sarkò, non figura nel nuovo esecutivo.
Fuori anche Erich Woerth, implicato nell'affaire Bettencourt. E' tornato alla sua funzione di deputato e dovrebbe, secondo Le Monde, disporre dell'immunità parlamentare quando sarà convocato in aula per il processo.

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