Iran, "Sakineh non è stata giustiziata"

Sakineh Mohammadi Ashtiani
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La donna condannata per adulterio è ancora viva, ma "la situazione resta pericolosa": a sostenerlo, la portavoce della Ong che martedì 2 novembre aveva lanciato l'allarme su una possibile esecuzione

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Sakineh Mohammadi Ashtiani non è stata giustiziata. E' quanto ha detto all'Ansa la portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni, Mina Ahadi.
"La signora Ashtiani non è stata giustiziata, ma per lei la situazione rimane pericolosa", ha riferito Ahadi, secondo cui"le pressioni dei governi europei sul regime di Teheran" hanno contribuito alla decisione del governo iraniano.
Nei giorni scorsi, era stata la stessa Ong ad annunciare con un comunicato che la donna sarebbe stata giustiziata nel giro di poche ore.
L'organizzazione aveva già reso noto, lo scorso 11 ottobre, che il figlio di Ashtiani era stato arrestato dalla polizia iraniana insieme all'avvocato di sua madre e a due giornalisti tedeschi che volevano intervistalo.

Intanto l'Iran ha accusato l'Occidente di sfruttare il caso Sakineh per tenere il Paese sotto pressione. "I Paesi occidentali sono diventati spudorati al punto di trasformare il
caso di una donna colpevole di omicidio e adulterio in un'accusa di violazione dei diritti umani alla nostra nazione", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano,
Ramin Mehmanparast. "In Occidente è diventata un simbolo della libertà femminile e ne chiedono il rilascio", ha aggiunto, "in questo modo trasformano un delitto comune in uno strumento di pressione sul nostro Paese".

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