Il ritorno di George W. Bush. In libreria

George W. Bush
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Drudge Report anticipa alcune pagine dell'autobiografia dell'ex presidente: l'11 settembre avrebbe ordinato di abbattere gli aerei dirottati. E' il sedicesimo inquilino della Casa Bianca a scrivere le sue memorie. La classifica dei testi migliori

Neanche George W. Bush è riuscito a resistere alla tentazione di cercare di lasciare ai posteri il proprio punto di vista sulla storia. Il 9 novembre esce nelle librerie americane Decision Points, la sua autobiografia, di cui Drudge Report mette online alcune anticipazioni. La rivelazione più scottante del libro è probabilmente quella legata all'undici settembre. Secondo il sito americano l'allora presidente degli Stati Uniti avrebbe ordinato di abbattere gli aerei dirottati dai terroristi. Inoltre, quando Bush venendo a sapere che il Boeing diretto sul Campidoglio - il volo 93 della United Airlines - era precipitato in Pennsylvania pensò che fosse stato abbattuto.

Quella dell'autobiografia del presidente americano è una moda diffusa, ma relativamente recente. Su 44 presidenti americani sono 16 ne hanno scritto e quasi tutti sono concentrati nel Novecento. Secondo il sito americano Congress.org, il testo di Bush farà la fine di tutte le precedenti biografie dei presidenti: un buon successo editoriale, ma scarsa affidabilità storica. Ciononostante il sito ha chiesto ai principali studiosi e storici americani di stilare la classifica dei dieci migliori libri scritti da presidenti. Al primo posto l'autobiografia di Ulysses S. Grant, il generale nordista che fece vincere l'Unione e divenne, dal 1869 al 1877 uno dei peggiori presidenti americani. Passato alla storia per aver inventato il termina lobbysta diede prova, a detta degli studiosi, anche di un'ottima capacità autoriale. Già al terzo posto appare Barack Obama, che ha pubblicato la sua l'autobiografia prima di aver finito il suo mandato e piazzatosi alle spalle soltanto di Theodore Roosevelt, uno dei presidenti più amati di sempre.

Quarto posto per My Life di Bill Clinton, un monumentale libro di oltre mille pagine, capace di vendere oltre due milioni di copie quando uscì nel 2004. Secondo gli storici interpellati da Congress.org il libro svela particolari della personalità di Clinton che aiutano a inquadrare meglio alcuni aspetti della sua presidenza. Quinto posto per Richard Nixon, a cui viene riconosciuta la capacità di "essere un buon stratega" e avere "visto cose che ad altri erano sfuggite". Seguono poi a ruota, in questa speciale classifica, Jimmy Carter, Herbert Hoover e Woodrow Wilson. Al nono posto George Bush padre, che si è sempre rifiutato di scrivere le sue memorie da presidente ("un lavoro da lasciare agli storici"), ma che in A world transformed, raccontò la sua esperienza di vice presidente al fianco di Ronald Reagan. Chiude la classifica l'autobiografia di quello che viene considerato uno dei presidenti più noiosi e anonimi della storia americana Calvin Coolidge (dal 1922 al 1928). "Le sue descrizioni liriche del Vermont raccontando più di una cosa sul suo stile silenzioso" sentenzia lo storico Robert Norton Smith.

A margine di questa classifica World strangest pubblica invece i dieci libri più strani scritti da presidenti americani. Da la guida sulla pesca Fishing for Fun And To Wash Your Soul di Herbert Hoover, un manuale di giardinaggio scritto dall'autore della costituzione americana Thomas Jefferson, The Hornet's Nest, un romanzo di Jimmy Carter e l'imperdibile manuale di buona educazione scritto dallo stesso George Washington.

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