Ai giovani gay la solidarietà di Obama

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Anche il presidente Usa aderisce al progetto “It Gets Better” pubblicando un messaggio video sul web. Intanto, però, la sua amministrazione fa marcia indietro sui diritti degli omosessuali nell'esercito

di Gabriele De Palma

Continua a crescere in rete la partecipazione al progetto promosso da Dan Savage It Gets Better, per confortare gli adolescenti vittime di bullismo nelle scuole a causa della loro sessualità. E il 21 ottobre scorso è arrivata la testimonianza più autorevole tra quelle pronunciate finora. Alla sequela di interventi più o meno celebri (uno anche dai dipendenti di Google) si è aggiunto infatti quella del presidente Obama in persona .

In giacca e cravatta, abbigliamento ufficiale ma con la consueta retorica appassionata, il presidente è stato particolarmente chiaro nel suo messaggio definendo il bullismo inaccettabile: “Dobbiamo smentire il mito secondo cui il bullismo è una fase di passaggio degli adolescenti, che sia una componente inevitabile della crescita. Non lo è; e dobbiamo essere certi che nelle scuole simili comportamenti non accadano più”. Parole pronunciate da inquilino della Casa Bianca ma anche da padre di due bambine in età preadolescente che si apprestano a passare i prossimi anni tra high-scool e college, i luoghi dove la persecuzione di chi non è rigorosamente eterosessuale è talvolta un atto che ha condotto più di una vittima al suicidio. Non poteva mancare, in coerenza con lo stile comunicativo di Obama, un riferimento alla propria storia personale: quella di una persona che – ha ricordato nel messaggio - non ha conosciuto questo tipo di discriminazione ma quella per il colore della pelle sì. 

Il video è stato accolto in rete con piacere e sorpresa ma ha dato adito anche a qualche malumore. Il messaggio del presidente è stato infatti messo online quasi in contemporanea con la decisione del Segretario alla Difesa Usa, Robert Gates di stoppare la revoca richiesta da un giudice federale alla legge del cosiddetto “don't ask don't tell” (non dichiararti e non indagheremo). La norma, che da diciassette anni regola l'ammissione di omosessuali e bisessuali nell'esercito, consente l'ammissione dei gay nelle forze armate a patto che non si dichiarino come tali.

Per il giudice Virgina Philips la legge è incostituzionale e deve essere cambiata permettendo la libera espressione dei propri orientamenti sessuali e la tolleranza delle minoranze in ogni ambito della vita pubblica americana. La sentenza aveva costretto il Pentagono a riscrivere il manuale per il reclutamento nelle forze armate. Ma all'ultimo momento (il nuovo regolamento doveva entrare in vigore in questi giorni) Gates ha cambiato idea
Il suo portavoce ha detto che la revoca della legge sarebbe stata troppo frettolosa e mal si sarebbe accordata con una riforma più ampia delle forze dell'ordine e dei militari che è comunque sempre in agenda.

Le associazioni a difesa della libertà di orientamento sessuale hanno protestato e i blog non hanno mancato di far notare l'incoerenza della dichiarazione del presidente rispetto alla decisione del Segretario alla Difesa. “Sostengo le vostre differenze ma fino a un certo punto”, ha così parafrasato la dichiarazione del presidente il noto sito Boing Boing mettendo in luce come all'interno dell'attuale amministrazione ci sia una certa distanza tra le parole e i fatti.

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