Francia, il Senato dà l'ok alla riforma delle pensioni

Continuano le proteste in Francia contro la riforma delle pensioni
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Dopo oltre 150 ore di dibattito, il provvedimento voluto dal presidente Sarkozy ottiene il primo via libera. Tra martedì e mercoledì l’approvazione definitiva. Ma nel Paese le proteste non si fermano e i sindacati annunciano nuovi scioperi. VIDEO E FOTO

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Nonostante gli scioperi a oltranza, le proteste di piazza, e l'ostruzionismo dell'opposizione che ha fatto slittare il voto di una settimana, il Senato francese ha dato il proprio via libera - dopo oltre 150 ore di dibattito - alla contestatissima riforma delle pensioni, uno dei provvedimenti chiave del presidente Nicolas Sarkozy. Mentre nel Paese continuano i disagi, a partire dalla penuria di benzina in molte stazioni di servizio, dovuta allo sciopero delle raffinerie e al blocco di alcune riserve di carburante.

"Questo è il momento della lucidità, della responsabilità e del coraggio. Non è voltandosi verso il passato che proteggeremo il nostro modello sociale. Non rimarremmo una grande nazione attaccandoci a simboli del passato", ha detto poco prima del voto in aula al Senato il ministro del lavoro Eric Woerth. Per indebolire la mobilitazione il governo spera ora nelle vacanze di Ognissanti, che cominciano proprio questa sera. Anche se i sindacati non demordono e assicurano che la protesta continuerà, con due nuovi scioperi indetti per il 28 ottobre e il 6 novembre, appoggiati da due francesi su tre secondo un sondaggio. Mentre una nuova mobilitazione studentesca è annunciata per martedì, quando molti giovani saranno lontani dai banchi di scuola. "La riforma  sarà definitivamente approvata dal parlamento fra martedì sera e mercoledì”, ha spiegato lo stesso Woerth.

Lunedì mattina si riunirà la commissione mista paritaria deputati-senatori per concordare un testo unificato e poi la palla ripasserà al Parlamento, che si esprimerà in via definitiva sulla manovra, che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni. Secondo il governo, queste misure sono indispensabili per la sopravvivenza del sistema previdenziale. Al minimo nei sondaggi, Sarkozy considera il testo di legge la "madre di tutte le riforme", simbolo del suo impegno per cambiare la Francia, a 18 mesi dal voto presidenziale del 2012. Tanto che davanti alle proteste di piazza e all'ostruzionismo dall'opposizione, ieri ha scelto la linea dura ricorrendo per la prima volta dall'inizio del suo mandato all'articolo 44 della costituzione, che permette una sorta di “rito abbreviato” in Senato, “ghigliottinando” la valanga di emendamenti dell'opposizione.

Una mossa che ha fatto infuriare la sinistra e contribuito a ricompattare i sindacati. "La battaglia non finisce qui, perché lunedì c'è ancora un dibattito in commissione paritaria mista e il testo dovrà nuovamente passare al vaglio di deputati e senatori", ha assicurato il capogruppo dei socialisti al Senato, Jean-Pierre Bel.

Intanto, anche nella giornata di venerdì la Francia ha visto disagi nella scuola, alle pompe di benzina e in diversi settori dell'economia, a partire da migliaia di Pmi, particolarmente esposte allo stop delle raffinerie. Il ritorno alla normalità "richiederà ancora diversi giorni", avverte l'industria petrolifera, mentre il ministro dell'Energia Jean-Louis Borloo, ha detto che sono ancora a secco "tra il 20 e il 21%" delle 12.300 stazioni di servizio. In alcune località della Francia, la prefettura di polizia ha deciso di limitare le scorte a 30 litri per le auto e a 150 litri per i mezzi pesanti.

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