Francia, la riforma delle pensioni al Senato

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Il provvedimento sarà votato oggi. Intanto il governo risponde agli scioperi con lo sblocco forzato della raffineria di Grandpuits, a est di Parigi: azione "estremamente grave" secondo i sindacati, che hanno indetto altri due giorni di sciopero

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FRANCIA, TRA SCIOPERI E MANIFESTAZIONI: LE FOTO

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Voto definitivo al Senato sulla riforma delle pensioni, ma la protesta in Francia non accenna a diminuire.
Mentre i sindacati continuano la mobilitazione tra scioperi, cortei e manifestazioni, il governo ha deciso di opporsi con forza alla contestazione.
A partire dalle raffinerie: la polizia ha forzato un blocco dei manifestanti e ha preso il controllo della raffineria della Total a Grandpuits, a est di Parigi.
Lo hanno riferito fonti sindacali della CGT, commentando l'episodio definendolo "estremamente grave".

La raffineria, la prima sbloccata dopo l'annuncio del presidente Sarkozy che aveva deciso di prendere in mano la situazione negli scorsi giorni, era una delle 12 alle porte di Parigi bloccata dai lavoratori ormai da 11 giorni. In tutta la Francia è sempre più difficile trovare una stazione di servizio dove rifornirsi.

I sindacati hanno annunciato altri due giorni di sciopero, previsti per il 28 ottobre e il 6 novembre: un modo per sottolineare che, voto al Senato o no, la protesta continuerà anche dopo che la riforma sarà diventata legge. Il punto più contestato è il passaggio dell'età pensionabile dai 60 ai 62 anni, ma anche l'innalzamento della soglia massima per il pensionamento che passerà dagli attuali 65 ai 67 anni. Due punti sui quali Sarkozy non ammette la discussione: secondo lui la riforma è l'unico modo per tutelare il rating "AAA" della Francia. Ma intanto il suo indice di popolarità, a 18 mesi dalle prossime presidenziali, è in caduta libera.

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