Francia, cresce la protesta: trasporti a rischio paralisi

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Alla vigilia del via libera al Senato per la riforma che porta a 62 anni l'età minima e a 67 la massima per andare in pensione, si moltiplicano gli scioperi. Di fronte al blocco delle raffinerie Sarkozy ha annunciato misure immediate del governo

E' arrivato il giorno della resa dei conti, il sindacato e il governo francese si preparano a quella che sembra l'ultima giornata di mobilitazione prima dell'approvazione in Senato della riforma delle pensioni, invisa alla maggior parte dei francesi ma fondamentale per il presidente Nicolas Sarkozy.
Oggi scenderà in piazza un numero record di manifestanti, i sindacati ci scommettono. In mezzo a loro ci saranno gli studenti, che sono entrati in scena una decina di giorni fa ma che ad ogni ora che passa sono più determinati e difficili da gestire. Intanto Sarkozy ha deciso di prendere il toro per le corna e ha annunciato immediate misure contro il blocco delle raffinerie che sta lasciando i distributori di benzina francesi a secco già da qualche giorno.

Per la grande occasione, in prima fila a Parigi sfileranno fianco a fianco le premieres dames socialiste, le ex nemiche Martine Aubry e Segolene Royal. Tutto si fermerà, qualcuno volontariamente - come i treni e le metropolitane, per non parlare degli aerei che non partiranno nella proporzione del 30-50 per cento - altri un po' meno, come gli automobilisti che non troveranno più benzina in oltre un migliaio di distributori del paese. E' il frutto di quasi una settimana di blocco delle 12 raffinerie francesi e del picchettaggio dei depositi di carburante al quale, da lunedì mattina, prendono parte attiva anche i camionisti. Ma Sarkozy ha già annunciato di voler adottare immediatamente misure contro il blocco delle raffinerie.
I mezzi pesanti sono invece scesi in campo per ultimi a 24 ore dalla grande mobilitazione, e il loro intervento era fra i più temuti: già stamattina, i loro convogli "a passo di lumaca" erano riusciti a bloccare l'A1 a nord e l'A6 a sud.

Le contromisure sono piuttosto dei tentativi di arginare il peggio: il ministro degli Interni, Brice Hortefeux, ha attivato la "cellula di crisi" in caso di penuria di carburante, la ministra dell'Economia, Christine Lagarde, ha promesso di vigilare su 'benzina selvaggia', cioè le pompe che aumenteranno i prezzi per speculare sulla penuria, e Francois Fillon ha promesso solennemente: "non lascerò bloccare il nostro paese".

Almeno un francese su due, però, pensa che sia giusto che i manifestanti e gli scioperanti vadano fino in fondo, pure se i disagi stanno diventando pesantissimi e nel paese si circola ormai al rallentatore. Sette su 10 appoggiano la grande giornata di martedì. Persino i senatori, gli unici ad andare di corsa, hanno rallentato il ritmo: mancano ancora 500 emendamenti da esaminare prima del voto finale e da mercoledì si slitterà a giovedì sera. Ma non si discute sull'invito reiterato dai socialisti nelle ultime ore di "tornare indietro" e "bloccare tutto" ricominciando da zero con la riforma delle pensioni. "E' una riforma essenziale - ha detto stasera da Deauville, in Normandia, Nicolas Sarkozy - e la Francia la realizzerà".

Sono ore decisive, la Francia si ferma e scende in piazza, si attendono cifre record - oltre i tre milioni dichiarati negli ultimi appuntamenti dagli organizzatori e 1,2 milioni della polizia - e si temono incidenti alle manifestazioni di martedì.

Parigi si ritrova alle 13:30 per un percorso alternativo rispetto alle ultime giornate di mobilitazione, si parte da place d'Italie, si punta a Montparnasse per ritrovarsi alla fine agli Invalides: un segnale che la protesta non è più circoscritta alle strade e agli ambienti tradizionali ma che tutto il paese vuole dire insieme no alla riforma che aumenta da 60 a 62 anni l'età minima per andare in pensione.


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