Afghanistan, Kabul dice no alle bombe sugli aerei italiani

Le bandiere delle nazioni del Comando della Regione Ovest a guida italiana
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Il ministro degli Esteri Zalmai Rassoul a Roma per la conferenza sulla sicurezza e la transizione: “La soluzione migliore è aiutare le forze armate afghane”. Intanto a Herat c'è stato il passaggio di consegne tra gli alpini per il controllo della zona

Afghanistan: L' ALBUM FOTOGRAFICO

Il governo afghano respinge l'idea di armare con le bombe gli aerei militari italiani. La posizione è stata espressa dal ministro degli Esteri, Zalmai Rassoul, impegnato a Roma per la conferenza sulla sicurezza e la transizione in Afghanistan. "Noi pensiamo che le bombe sugli aerei non siano una soluzione, anche per quel che riguarda la protezione dei soldati italiani", ha sottolineato Rassoul a Repubblica Tv - "La soluzione è aiutare le forze armate afghane affinché facciano il lavoro che oggi fanno i vostri soldati. E' questa la soluzione migliore per il futuro".

Intanto lunedì 18 ottobre a Herat si è celebrato il passaggio di consegne tra gli alpini impegnati nella zona occidentale dell'Afghanistan, il pensiero non può non essere rivolto ai militari italiani morti in questi ultimi mesi. E così, nel cedere il testimone alla Brigata Julia, il generale Claudio Berto, comandante della Brigata Taurinense che ha controllato la zona finora,  ha ricordato il sacrificio dei dieci militari italiani caduti in Afghanistan negli scorsi sei mesi, rimarcando “l’intensità delle attività operative e il valore aggiunto dell’approccio italiano che coniuga con successo sicurezza e sviluppo, al servizio del popolo afgano nel processo di normalizzazione del Paese, senza trascurare le comunità e le aree meno avvantaggiate”.

Il controllo della zona passa così alla Brigata alpina Julia che sarà alla guida per i prossimi sei mesi del Regional Command West, il comando NATO responsabile per la regione occidentale dell’Afghanistan. Una zona in cui sono impegnati oltre 7000 militari di undici nazioni, tra cui 3.600 italiani, metà dei quali fanno parte del corpo degli alpini.

Nel periodo tra aprile e ottobre di quest’anno il contingente internazionale guidato dal generale Claudio Berto ha operato su un’area grande quanto l’Italia del nord, popolata da circa 3 milioni di persone: zone un tempo terreno d’azione degli insorti oggi pacificate e ripopolate, centinaia di progetti di sviluppo realizzati, migliaia di poliziotti e soldati afgani addestrati, centinaia di ordigni disinnescati dal genio. Un lavoro che adesso proseguirà con gli uomini della Brigata Julia, guidata dal generale Marcello Bellacicco.

Proprio alla vita dei militari italiani in Afghanistan è dedicato il reportage "Buongiorno Afghanistan", in onda dal 28 ottobre su Sky Uno. Il giornalista Fabio Caressa ha trascorso due settimane tra i nostri soldati, per raccontare ogni momento della loro giornata.

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