Il secondo minatore: non trattateci da artisti, siamo operai

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Mario Sepulveda è stato uno dei primi a tornare in superficie dopo aver trascorso 3 mesi a 700 metri di profondità. E' il più estroverso del gruppo e, appena uscito, ha scherzato con la First Lady

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Urla di gioia e poi il coro: "CiCiCi LeLeLe los mineros de Chile". Così è stato accolto Mario Sepulveda, il secondo dei 33 minatori a essere tornato in superfice a San Josè. Nonostante i tre mesi trascorsi a 700 metri di profondità Sepulveda ha confermato la sua fama di estroverso del gruppo. Dopo l'abbraccio con la moglie ha praticamente inscenato un piccolo show saltando, urlando e abbracciando tutti.

"Buonasera, come state?", ha chiesto ai soccorritori. Poi, rivolgendosi a Cecilia Morel, la First Lady cilena ha esclamato: "Signora, piacere, cosa vuole che le dica". Ai tecnici e al presidente Sebastian Pinera, inoltre, ha regalato delle pietre portate con sé in una borsa dal fondo del pozzo.

Sepulveda ha infine partecipato a una conferenza stampa (guarda il video in alto) ringraziando i dottori cileni "che ci hanno ridato la vita. Ci hanno evitato la pazzia". E infine una richiesta: "Non trattateci come artisti o giornalisti, voglio essere trattato come un lavoratore. Voglio continuare a lavorare per il mio Paese ed essere trattato come un operaio".

I primi quattro minatori usciti dalla miniera di San Josè sono stati portati in elicottero all'ospedale di Copiapo. Gli uomini saranno sottoposti a una serie di controlli per verificarne le condizioni dopo 70 giorni sotto terra. I cileni Florencio Avalos, Mario Sepulveda, Juan Illanes e il boliviano Carlos Mamani, unico straniero dei 33, sono stati fatti salire su un Bell 412 dell'aeronautica cilena per percorrere i 45 chilometri dalla miniera all'ospedale.

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