Strage in Afghanistan, i talebani rivendicano l'attentato

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Nel loro sito ufficiale Internet i guerriglieri hanno detto che nell'attacco "dieci veicoli del convoglio sono stati distrutti con la morte di tutti i soldati che si trovavano a bordo". Per lunedì è previsto l'arrivo in Italia delle salme dei 4 alpini

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Le reazioni della politica e delle istituzioni
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Il ferito: mi sono rotto di stare in Afghanistan

E' stato rivendicato dai talebani l'attentato che sabato 9 ottobre ha ucciso quattro alpini in Afghanistan. Le vittime si trovavano a bordo di un veicolo blindato Lince che stava scortando un'autocolonna di settanta mezzi italiani sulla strada per il distretto del Gulistan, circa 200 km a est da Farah.
Una camera ardente sarà allestita nella sala "Folgore" del Regional Command West di Herat, il quartier generale dei militari italiani in Afghanistan. L'arrivo delle salme a Roma, all'aeroporto di Ciampino, è previsto per le ore 9 di domani, lunedì 11, mentre i funerali, secondo quanto detto dal ministro della Deifesa La Russa, si svolgeranno martedì.

La rivendicazione - Nel loro sito ufficiale Internet e poi in dichiarazioni all'agenzia di stampa afghana Aip, i talebani, per bocca del portavoce Qari Muhammad Yousaf, hanno detto che nell'attacco "dieci veicoli del convoglio sono stati distrutti con la morte di tutti i soldati che si trovavano a bordo". Nella stessa rivendicazione, in cui non si cita la nazionalità delle vittime, gli insorti hanno indicato che nella zona sono avvenuti l'8 sera e nel pomeriggio del 9 altri due attacchi contro convogli della Nato.

La dinamica - Alle 9,45 ore locali di sabato mattina il convoglio è rimasto vittima di un'imboscata tesa da guerriglieri afgani. Un ordigno ha completamente distrutto il mezzo sul quale viaggiavano gli italiani, poi la risposta con le armi da fuoco dell'esercito italiano ha messo in fuga i guerriglieri.
Il reparto dei cinque, secondo quanto si è appreso, si  trovava già da mesi in Afghanistan ed era prossimo al rientro in Italia. Ai microfoni di SkyTG24 Massimo Fogari, capo ufficio stampa dello Stato Maggiore della Difesa (ascolta in alto la telefonata) ha detto che il militare ferito ha riportato traumi ma è cosciente ed è stato trasferito nell'ospedale militare da campo americano di Farah.
Secondo quanto riferito dal ministro della Deifesa Ignazio La Russa, il convoglio "era già stato attaccato con armi leggere nella giornata di ieri", quando era stato colpito un mezzo però statunitense. Il Lince dell'Esercito italiano, che si trovava al centro di un convoglio per il trasporto di elementi logistici, è stato colpito "a 200 chilometri ad est della città di Farah, nella zona sud ai confini della zona di competenza dei militari americani e inglesi". "Il mezzo sul quale viaggiavano i militari uccisi - ha inoltre detto La Russa - è saltato in aria a causa di un ordigno nonostante il veicolo fosse dotato di un disassore elettronico che impedisce che via radio possa essere lanciato il segnale di esplosione. I militari caduti erano esperti -ha spiegato il ministro- e avevano già partecipato a tre missioni internazionali".

Le vittime - Le quattro vittime facevano parte del Settimo reggimento di Belluno,
inquadrato nella brigata Julia. Si tratta del primo caporalmaggiore Sebastiano Ville, 27 anni, originario di Lentini, in provincia di Siracusa; del primo caporalmaggiore Gianmarco Manca, 32 anni, di Alghero (Sassari); del caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni di Gagliano del Capo (Lecce); e del primo caporalmaggiore Francesco Vannozzi nato a Pisa nel 1984. Il militare ferito è il caporalmaggiore scelto Luca Cornacchia, 31 anni, di Pescina (L'Aquila), che "è cosciente e ha risposto agli stimoli.  Ha riportato ferite a un piede e traumi da esplosione ma non è in pericolo di vita".

34 italiani morti dall'inizio della guerra - Sale a 34 il numero degli italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione Isaf, nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore ed uno si è suicidato. Già dodici le vittime in questo 2010. Furono nove nel 2009. Sono più di 2000, invece, i soldati stranieri morti in Afghanistan dall'inizio della guerra.
L'ultima vittima italiana è stata Alessandro Romani (LE FOTO), morto scorso 17 settembre in uno scontro a fuoco, sempre nella provincia di Farah.  Negli ultimi tempi la provincia è diventata ancora più pericolosa perché ha assorbito molti ribelli che si sono spostati spinti dalla pressione delle forze Nato nelle province di Kandahar e Helmand.

Le condoglianze di Petraeus - Sono arrivate anche le condoglianze del generale David H. Petraeus per l'uccisione dei quattro alpini in Afghanistan: "Non dimenticheremo il loro coraggio e altruismo. Questi soldati - ha detto il comandante della missione Isaf in Afghanistan - hanno servito come parte del coraggioso contingente italiano che guida i nostri sforzi nel Comando regionale ovest. Il loro operato coraggioso e altruistico non sarà dimenticato, in un momento in cui abbiamo deciso di sconfiggere quella insorgenza che toglie al popolo afghano sicurezza e stabilità e che vorrebbe fare di questo Paese ancora una volta un rifugio sicuro per i terroristi. I nostri pensieri e le nostre preghiere - ha concluso il generale Usa - sono per le famiglie di questi soldati caduti. Condividiamo il loro dolore per questa perdita straziante".

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