Ungheria, i fanghi tossici minacciano il Danubio

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I rifiuti fuoriusciti da un bacino di contenimento hanno raggiunto un braccio meridionale del secondo fiume più lungo d'Europa. Si teme per l'ecosistema

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Il fiume di residui tossici che ha inondato 40 chilometri quadrati nel sud-ovest dell'Ungheria i primi giorni di ottobre ha raggiunto il Mosoni-Danubio, un braccio meridionale del Danubio. Lo ha annunciato nella mattinata del 7 ottobre la protezione civile ungherese: ora si teme per l'ecosistema del secondo fiume più lungo d'Europa.

Il portavoce Tibor Dobson ha spiegato che l'ondata ha raggiunto il braccio, che si stacca dal Danubio vicino al confine tra Ungheria, Slovacchia e Austria. Dobson ha sottolineato che le squadre d'intervento stanno cercando di ridurre il contenuto alcalino dell'ondata, che aveva ancora un ph 9 (il livello normale è tra 6 e 8) quando ha raggiunto l'affluente Raba all'alba.

Il fango rosso che ha raggiunto il lungo fiume d'Europa ne starebbe minacciando l'ecosistema.
Il fiume di liquami ha già ucciso pesci nel fiume Marcal. Il Marcal (affluente del Raba, che a sua volta si getta nel Mosoni-Danubio) è stato il primo corso d'acqua a essere investito dall'ondata, fuoriuscita lunedì 4 ottobre da un bacino di contenimento in una fabbrica di alluminio. Dobson ha sottolineato che "l'ecosistema del fiume è stato condannato a morte a causa del valore troppo alto del ph del fango rosso", l'obiettivo ora è "salvare il Danubio e il Raba". Per ora non si sono registrate nuove morie di pesci nè nel Raba nè nel Mosoni-Danubio.

Il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato che non si può vivere nella zona del disastro, annunciando che farà circondare e isolare le zone maggiormente contaminate.

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