Nobel per la Medicina al padre della fecondazione assistita

Louise Brown, la prima bambina nata grazie alla fecondazione in vitro nel 1978, sulla prima pagina dell'Evening News
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Il riconoscimento al fisiologo inglese 85enne Robert Edwards apre l'edizione 2010. L'8 ottobre sarà consegnato quello per la pace. Critiche dal Vaticano: "Una scelta poco opportuna"

Va al fisiologo inglese 85enne Robert Edwards il Nobel 2010 per la medicina. Lo aveva anticipato il quotidiano svedese Dagbladet qualche ora prima dell'annuncio ufficiale. Al padre della fecondazione in provetta va il primo Nobel assegnato nell'edizione 2010. Edwards riceverà 10 milioni di corone svedesi, pari a 1,49 milioni di euro.
Professore emerito dell'Università di Cambridge, Edwards ha gettato le basi della fecondazione artificiale negli anni '60 e '70 insieme al ginecologo Patrick Steptoe, morto nel 1988.
I due studiosi hanno creato nella clinica Bourn Hall il primo centro al mondo per la fecondazione assistita, che Edwards ha diretto per molti anni.

Nella motivazione del riconoscimento assegnato, si legge che Robert G. Edwards è stato il pioniere di una tecnica che ha avuto fortissime ricadute nella società e che ha partire dal 1978, anno di nascita della prima bambina in provetta, Louise Brown, ha finora ha portato alla nascita di circa 4 milioni di persone in tutto il mondo.

La stagione dei Nobel 2010 si è aperta con l'assegnazione del premio per la medicina, prosegue con quello alla fisica, alla chimica e alla letteratura e culminerà l'8 ottobre con quello riservato alla pace, al quale seguirà l'11 la chiusura con il Nobel all'economia.
Il "pezzo forte" del premio, resta quello per la pace: dopo le polemiche dell'anno scorso per l'assegnazione al presidente Obama, quest'anno non ci dovrebbero essere grandi sorprese. Lo ha rivelato il direttore dell'Istituto svedese Karolinska, Berg Harpviken: "L'intuito mi dice, verosimilmente, che la scelta del candidato da parte del comitato sarà più tradizionale".
La prima edizione del concorso risale al 1901, quando venne istituito dall'inventore della dinamite e imprenditore Alfred Nobel.

Il no della Chiesa Cattolica
- Critiche alla scelta dell'Accademia di Svezia arrivano dal Vaticano. Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Ignacio Carrasco de Paula parla di scelta "fuori luogo".

"Innanzitutto - afferma mons. Carrasco spiegando la sua opposizione alla nomina del professore a cui pure riconosce alcuni meriti scientifici - senza Edwards non ci sarebbe il mercato degli ovociti con il relativo commercio di milioni di ovociti; secondo, senza Edwards non ci sarebbero in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire e questo è un problema la cui responsabilità è del neo-premio Nobel".

Infine, sottolinea il presidente della Accademia per la Vita, "senza Edwards non ci sarebbe l'attuale stato confusionale della procreazione assistita con situazioni incomprensibili come figli nati da nonne o mamme in affitto". Con la fecondazione in vitro, "in conclusione - aggiunge Carrasco - direi che Edwards non ha in fondo risolto il problema dell'infertilità, che è un problema serio, nè dal punto di vista patologico nè epidemiologio. Insomma non è entrato nel problema, ha trovato una soluzione scavalcando il problema dell'infertilità". "Bisogna aspettare - conclude - che la ricerca dia un'altra soluzione, anche più economica e quindi più accessibile della fecondazione in vitro, che tra l'altro presenta costi ingenti".

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